IL MONSTER TRIO

 

FRATELLI!

 

Perché ho deciso di parlare proprio ora del Monster Trio? In realtà già tempo fa affrontai la questione “spinosa” (almeno per alcuni di voi) del ruolo del vice-capitano e di chi dei due, Sanji o Zoro, fosse il più adatto a ricoprire tale carica. Trovate l’articolo qui (LINK).

 

Voglio dire, adesso abbiamo Big Mom dietro i Mugiwara, Rufy moribondo, Pekoms che sta per diventare Santa Lucia (per via degli occhi cavati… su, ridete), abbiamo un Katakuri che ha perso la sua aura di mistero ed è riuscito a sputtanarsi alla sorella forse la più pettegola e chiacchierona tra le migliaia di parenti sparsi per l’isola, ci sono un’infinità di cose da approfondire su questa saga e io dovrei parlare proprio di loro? Del sempre osannato rapporto tra Zoro, Sanji e Rufy?

 

 

Perché, e perché proprio in questo momento?

 

Per un semplice motivo: One Piece è fatto essenzialmente di dettagli, di cose non dette, di sguardi sgranati nel vuoto, di lacrime silenziose, di azioni apparentemente insensate. Ecco perché noi lo leggiamo, perché siamo curiosi di vedere gli svolgimenti relazionali tra i membri della ciurma di Rufy e le relazioni tra lui e il mondo intero.

 

Il rapporto di finto odio tra Sanji e Zoro che però rivela un rispetto profondo l’uno verso l’altro è uno dei miei argomenti preferiti. Ma la cosa che più adoriamo di questo manga è questa contraddizione di fondo che c’è tra l’atteggiamento di tutti nei confronti di Rufy e quello che invece pensano di lui ma che non mostrano mai. Parlare adesso del Monster Trio significa dare una chiave di lettura a tutti coloro che si approcciano adesso a questo manga. A tutti costoro io dico, abbiate occhi per vedere! Non leggete il capitolo in maniera frettolosa perché riuscireste a scalfire solo la punta dell’iceberg di questo fantastico fumetto giapponese, riuscireste ad assaporare solo la portata principale. One Piece invece è fatto anche di contorni, di profumi accennati, di sfumature. Nell’arco di questo articolo vi dimostrerò che ho ragione e spero di aprirvi gli occhi sulla vastità di questo manga e sull’invito da parte mia a non essere affrettati. Gustatevi il capitolo settimanale come di chi assapora una tazza di caffè o un bicchiere di vino. Rileggetevelo, perdete tempo, spendete dieci minuti solo per osservare lo sguardo di un personaggio. Godetevi i dettagli.

 

MA COSA SONO I DETTAGLI IN ONE PIECE?

Ecco qui, iniziamo con questo:

 

Rufy ha appena sconfitto Arlong e Nami gli rimette a posto il cappello. Questa scena, per quanto breve sia, è di una bellezza unica, quasi poetica. Racconta di come Nami, cedendo il cappello al suo nuovo capitano, abbia appena dato la sua fiducia a lui, abbia finalmente accettato di volerlo seguire. L’atto di mettere il cappello è insignificante in sé ma nel profondo nasconde qualcosa: Nami in questo momento sta consegnando a Rufy il suo cuore, la sua vita, e lo riconosce come capitano.

Provate a mettervi nei suoi panni, una donna che da piccola è stata abituata a rubare, a non fidarsi mai di nessuno, adesso dopo neanche mezza giornata si consegna completamente a lui, ad uno sconosciuto, tutto sommato. Voi avreste il coraggio di fare una cosa del genere? E se questo nuovo Rufy fosse come Arlong? Va bene, lo ha sconfitto, ha dimostrato di volere la presenza di una navigatrice sulla nave, ma se questo nuovo capitano volesse solo le sue conoscenze e la sfruttasse allo stesso modo di come Arlong la sfruttava?

 

Ma Rufy ha questa forza, questo potere, di attrarre a sé le persone, di coinvolgerle. Rufy funge da magnete, ecco perché alla fine di tutto vincerà tutto e otterrà tutto.

 

Come ho scritto prima, questo manga trova la sua forza nei dettagli, piccoli e insignificanti al lettore disattento ma enormi per chi ha occhi per vedere. Non potevo proseguire nello scrivere questo articolo senza parlare di lei, lei… la bellissima e splendida Nico Robin.

 

Capitolo 429, Rufy ha appena sconfitto Lucci e non riesce a rialzarsi. I Mugiwara hanno assolutamente bisogno di andarsene da Enies Lobby perché a momenti il Buster Call raderà tutto al suolo. Nico Robin con il suo potere riesce a portarlo sulla nave.

 

Rufy la ringrazia, lei sorride. Ma cosa significa effettivamente quello sguardo, quegli occhi così luminosi? Rufy l’ha salvata dal Governo Mondiale che voleva ucciderla ma nonostante tutto ringrazia Nico Robin di averlo preso in tempo. Quel sorriso, riprodotto in una vignetta piccolissima, quel gesto di tappargli la bocca, come a indicare di non ringraziarla per averlo salvato perché il salvataggio che lui ha fatto a lei è immensamente più grande.

Questa scena vale più dell’hype generato dal Gear Fourth contro Doflamingo, è immensamente più forte del pugno contro Crocodile o del Bazooka contro Teach a Impel Down. Quel sorriso dolcissimo che Nico Robin fa a Rufy, come a ringraziarlo silenziosamente di tutto, rappresenta l’essenza di One Piece, un manga che può essere letto a più livelli.

Un bambino o un adolescente potrebbero adorare la Splash Page di Rufy che carica di mazzate Lucci con il suo Gatling

 

Un adulto, invece, potrebbe commuoversi davanti ad una scena del genere, presa sempre dallo stesso capitolo:

 

Oda è riuscito, in un capitolo solo a farsi apprezzare da generazioni diverse tra loro. Se un bambino leggesse il 427 resterebbe felice e carico di aspettative per il prossimo, se un adulto lo leggesse resterebbe commosso. 

Parlare di dolcezza e tirare in ballo Nico Robin, però, è un po’ come sparare sulla Croce Rossa, è ovvio, scontato. Come faccio invece a tirar fuori la dolcezza in personaggi rozzi e duri come Sanji e Zoro?

 

Ora vi faccio una domanda: secondo voi qual è il rapporto che questi due hanno tra loro? E badate bene, non mi sto riferendo a quello che vediamo di solito, quelle sono stronzate che servono per alleggerire una scena troppo seria, gag comiche inserite da Oda qua e la. Io mi riferisco invece al VERO rapporto tra Sanji e Zoro. Oltre ad averlo approfondito ampiamente nell’articolo che scrissi tempo fa (e di cui trovate il link in alto), voglio aggiungere qualcos’altro.

 

Capitolo 687, Sanji ha lasciato la vita di Tashigi (che sta combattendo contro Monet) nelle mani di Zoro. I soldati della Marina che si porta dietro gli chiedono se una mossa del genere sia stata saggia data l’aria demoniaca che emana(va) Zoro. Non vorrebbero che Tashigi fosse in pericolo. Ecco la risposta di Sanji:

 

La sentite anche voi? Riuscite a percepire degli accenni di dolcezza? Sanji in una frase ha rassicurato la folla che si portava alle spalle ma ha anche rassicurato noi del loro rapporto, infinitamente più profondo di come viene mostrato all’esterno. Non è bellissimo?

 

Ma cos’è che rende uniti questi due personaggi che, apparentemente, si odiano? La risposta è davvero semplice:

 

IL LORO CAPITANO

 

Il fatto di seguire il loro capitano, di aiutarlo a raggiungere il suo obiettivo dà loro un’estrema forza, dà loro la voglia di proseguire e di restare compatti.

Ricordate quando, al ritorno da Enies Lobby, Rufy voleva andare da Usopp per risolvere la questione della nave? Ricordate cosa disse Zoro?

 

Nessuno nella ciurma può permettersi di mancare di rispetto al capitano, e questo per un semplice motivo, il capitano ha la responsabilità di tenere tutti uniti con la sua forza, il suo carisma, il suo potere, come una colla che unisce tutto. Se qualcuno mancasse di rispetto a lui, tutti inizierebbero a dubitare della sua forza. E se tutti iniziassero a dubitare di lui, allora non avrebbe più senso che riponessero i loro sogni su di lui. Un uomo che non si fa rispettare è debole, quindi non è in grado di sostenere la responsabilità dei sogni di tutti perché non ne ha la forza.

 

E’ un concetto molto sottile che Zoro ha centrato in pieno. E ovviamente anche Sanji si è trovato d’accordo, in quanto entrambi persone estremamente forti e con un sogno non da poco. Il primo vuole battere il più grande spadaccino al mondo, una bestia assurda, il secondo vuole semplicemente trovare il Santo Graal della cucina mondiale, un luogo dove esistono tutti i prodotti ittici del pianeta. Mica cazzi…

 

Ma proseguiamo…

 

A Whole Cake Island, adesso, siamo alla parte finale. Sanji ha preso Rufy al volo cercando di aprirsi strada tra i nemici e salire sulla nave. Il nostro cuoco dal sangue blu ha chiesto al suo capitano se fosse riuscito a sconfiggere il temibile Katakuri e, alla risposta affermativa di Rufy, Sanji non riesce a trattenersi:

 

Lo vedete? Tutti ripongono la fiducia nel loro capitano e lui non li tradisce mai, utilizza questa forza per generare altro potere, per generare altra fiducia nei suoi confronti.

Una scena simile la fece Zoro quando vide il suo capitano che, a Fisman Island, sconfisse 50 mila soldati con un solo sguardo, rivelando il suo enorme potere, la tonalità del Re Conquistatore:

 

Tutti ripongono fiducia in lui e tutti pretendono che lui ricambi tale fiducia. Ora come ora Rufy si trova tra le vette delle persone più influenti del pianeta, è come se stesse scalando la cima più alta al mondo. Un piccolo sbaglio e precipiterebbe giù. Non può permettersi di sbagliare.

 

Perché la salita è sempre lenta e faticosa mentre la discesa è veloce e indolore.

 

Rufy non ha particolari talenti, non è uno studioso, non sa interpretare una mappa, non è un medico, non sa riparare una nave, non sa cucinare… però ha la capacità di tenere unite le persone che, invece, questi talenti li possiedono. E’ questa la peculiarità di un leader, di fungere da collante per tutti, da magnete per attrarre tutti a sé.

 

Rufy diventerà il Re dei pirati non perché sarà il più forte di tutti ma perché avrà la forza di attrarre tutti quanti a sé. Mentre il resto del mondo si affanna a conquistare terre, a soggiogare popoli, Rufy conquisterà i loro cuori, farà in modo che tutti si appassionino alla sua causa, attrarrà a sé intere flotte, interi equipaggi, interi paesi. Il mondo è fatto di persone e conquistare il loro cuore significa conquistare il mondo intero. E’ questo il potere più spaventoso di tutti i mari.

 

- reverendo

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Pagina creata da: Reverendo , 12 marzo
Ultimo aggiornamento: 13 marzo

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