Montblanc Cricket e il disbarismo: la malattia dei sommozzatori

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Montblanc Cricket, leader della coalizione della montagna delle scimmie, soffre di disbarismo, una condizione medica che può rivelarsi letale

Alla ricerca di indizi che possano aiutarli a raggiungere l’isola nel cielo, Rufy e i suoi compagni incontrano uno strano uomo, che prima li attacca, ma poi si sente male. Si tratta di Montblanc Cricket, un uomo che, pur di scoprire la verità su ciò che accadde ad un suo antenato, da ben dieci anni, effettua ogni giorno pericolose immersioni che lo portano a subire i sintomi di una pericolosa condizione medica.

Il malessere di Montblanc Cricket

Nel manga, mentre la ciurma si prende cura di Cricket a seguito del suo svenimento, Chopper spiega che l’uomo soffre di disbarismo e che si tratta di un disturbo causato dalle emersioni troppo rapide, per colpa delle quali l’azoto penetra nel sangue sotto forma di bolle. Nella versione italiana dell’anime, Chopper spiega che si tratta di un fenomeno che colpisce molti sommozzatori e che viene chiamata anche embolia. Il dottore spiega anche che il problema sussiste quando si fanno molte immersioni, risalendo poi velocemente senza fare compensazione. Infine, Chopper aggiunge che queste bolle diventano particolarmente pericolose nel caso dovessero raggiungere il cuore o il cervello.

In linea generale, si può dire che la malattia di Montblanc Cricket viene spiegata abbastanza bene, ma vengono tralasciati alcuni dettagli che potrebbero generare un po’ di confusione.

Embolia e sindromi da decompressione

Iniziamo con il definire l’embolia: si tratta di un’interruzione del flusso sanguigno a causa di un corpo mobile ed insolubile, generalmente detto embolo. A bloccare il flusso nei vasi sanguigni può essere un grumo di grasso o di liquido amniotico, un coagulo di sangue, una bolla d’aria o un corpo estraneo (come una scheggia). In base alle dimensioni, l’embolo può viaggiare nei diversi vasi, andando ad ostruire il flusso nel momento in cui raggiunge un punto in cui il vaso si restringe troppo.  L’embolia può risultare letale quando l’embolo va ad ostruire l’afflusso di sangue verso un organo vitale, come cuore, cervello o polmoni.

Il disbarismo, invece, è una condizione medica causata dalla variazione della pressione ambientale. Rientra tra le sindromi da decompressione, ossia, una serie di complicanze mediche che insorgono quando, a causa dell’improvvisa diminuzione della pressione nei vasi sanguigni, l’azoto forma delle bolle nel sangue. E l’unico trattamento per questa sindrome è la somministrazione immediata di ossigeno puro.

Di conseguenza, possiamo iniziare con il puntualizzare che la malattia di Cricket può essere definita embolia (in quanto le bolle non sono causate dalla presenza di azoto nel sangue). Ad essere ancora più precisi, quella di Cricket è un’embolia gassosa, in quanto a causare l’ostruzione del flusso di sangue sono, appunto, delle bolle gassose.

Una malattia che colpisce i sommozzatori

La principale causa di una sindrome da decompressione per un sommozzatore è rappresentata da un’interruzione dell’attività respiratoria unita ad una risalita troppo veloce. Questo fattore può essere letale per due motivi:
In primo luogo, le bombole utilizzate per le immersioni non contengono ossigeno puro, bensì una miscela di ossigeno e azoto. Questa condizione fa sì che, a seguito di una prolungata immersione, l’azoto vada ad accumularsi nel sangue e nei tessuti. Riemergendo troppo velocemente, senza effettuare soste di sicurezza prima di uscire dall’acqua, non si dà tempo all’organismo di eliminare l’azoto in eccesso, causando la formazione delle bolle.

Altro fattore di rischio è rappresentato dal fatto che, a causa di una diminuzione repentina della pressione, l’aria contenuta nei polmoni si dilati, causando delle lacerazioni nei tessuto polmonari. Attraverso queste lacerazioni, le bolle gassose possono penetrate nei flussi sanguigni. Ed è probabile che sia questo il caso particolare di Cricket, in quanto sembra che questo personaggio non utilizzi le bombole durante le sue immersioni.

Sintomatologia e cura

A seconda della gravità e del luogo dove l’embolo blocca l’afflusso di sangue, si possono presentare diverse situazioni. Nel caso in cui il paziente non sia in condizioni gravi, presenterà sintomi più lievi, come disorientamento, visione offuscata e/o dolori al petto.  Nei casi più gravi si possono presentare sanguinamento da bocca e/o naso, perdita di conoscenza, momentaneo arresto respiratorio e, nel peggiore dei casi, morte.

Nei casi più lievi, il paziente può essere curato con delle sessioni in una camera iperbarica; un luogo dove il paziente respira ossigeno puro ad una pressione elevata (simile alle condizioni di immersione). Proprio l’elevata pressione è utile ad eliminare le bolle nel sangue. Per questo motivo, la camera iperbarica è il trattamento migliore per questo particolare tipo di embolia.

Fattori di rischio e prevenzione

Tra i fattori da tenere sotto controllo per l’embolia possiamo trovare (tra i tanti): il peso corporeo, l’età, un’immobilità prolungata, particolari condizioni mediche (come il diabete) e il fumo di sigaretta. Di conseguenza, un’attenta e periodica prevenzione medica, accompagnata da una dieta equilibrata ed adeguato esercizio fisico sono i primi baluardi contro questa malattia.

Altre precauzioni che le persone posso prendere nel caso vogliano effettuare delle immersioni sono: indossare degli smartwatch in grado di misurare i livelli di smaltimento di azoto (utili per controllare se si sta emergendo troppo velocemente) ed evitare di essere sottoposti a nuove variazioni di pressione entro le 24 ore successive all’immersione (questo potrebbe essere un consiglio utile a chi, per esempio, pensa di fare delle esperienze di immersione in vacanza, ma dovrà poi prendere l’aereo per tornare a casa).

Proteggere il proprio corpo come un tesoro

Mostrando il disbarismo, Oda non scende troppo nei dettagli medici; così come aveva fatto tempo addietro parlando dello scorbuto. Tuttavia, non si può fare a meno di notare come questo autore inserisca questo genere di riferimenti. Mostrare malattie di questo genere, non solo rende più “umani” i personaggi, che possono ammalarsi – e guarire – proprio come i lettori, ma rappresenta anche un avvertimento. Mostrare come il non prendersi cura del proprio corpo possa comportare rischi così grandi, può aiutare i lettori (soprattutto quelli più giovani) a prendere maggior coscienza dell’importanza della prevenzione. Proteggere il proprio corpo significa proteggere la propria vita, che è il tesoro più prezioso che ognuno di noi possiede.

 

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