One Piece Episodio 1000: fanservice e nostalgia a MILLE!

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One Piece Episodio 1000: Se non hai ancora visto l’episodio, puoi guardarlo su Crunchyroll cliccando qui!

One Piece Episodio 1000: il commento di Symonch all’ultima puntata dell’anime di One Piece tratto dal manga ideato e disegnato da Eiichiro Oda.

webbanki.ruSignore, nonché signori, bentornati! Ehh…è parecchio che non scrivo su questi lidi, ma questo episodio era troppo iconico per tirarmi indietro. Un evento, un’occasione, una scusa per parlare di One Piece, del suo adattamento animato e di ciò che ha significato per noi fino ad oggi, dopo più di mille capitoli e adesso dopo mille episodi. Guardatevi la puntata tramite il link Crunchyroll in cima all’articolo, se non l’avete ancora vista. Ma attenzione: se vi aspettate il solito episodio, rimarrete delusi. Restate qui se prima volete capire perché.

Abbiamo tra le mani un episodio davvero unico. Certo, ogni episodio è unico, ma alcuni sono più unici di altri (oink). La puntata in esame non è infatti passata in sordina, decisamente no. Si potevano trovare in giro per Tokyo e per New York cartelloni pubblicitari su questo episodio, su questo SINGOLO episodio di un anime, e in Francia è stato persino trasmesso al cinema, seguito dal teaser trailer del prossimo film di One Piece (ma questa è un’altra storia). L’arrivo di questo episodio è stato annunciato ampiamente insomma, portandosi dietro un bel carico di hype che io e il buon Tosky abbiamo mostrato il live su Twitch, nella nostra reaction all’episodio (ogni domenica alle 17:00!). Ma cosa si cela dietro questa famosa puntata? Cosa la rende DAVVERO bella? Lo è davvero?

A New York, l’episodio 1000 veniva pubblicizzato così.

Questo episodio adatta da pagina 12 del capitolo 989 fino a pagina 5 del 990. Poco? Sì, diciamo la media di “un capitolo a episodio”, ovvero 18 pagine circa. Il contenuto di per sé non è molto, si vede solo come Big Mom raggiunga Perospero e Marco, come Inuarashi e Nekomamushi si preparino a scannare Jack nella forma Sulong e come i Pirati di Cappello di Paglia si riuniscano. Ma sapete cosa? Non è importante, stavolta. Sì, perché questo episodio numero 1000 (MILLE, che bel numero) non è stato pensato per andare avanti con la storia, o meglio non era il suo scopo principale. Ed è su questo punto che mi soffermerò ora perché molti spettatori, io lo so, questo episodio non l’hanno capito. Un po’ come non venne capito appieno il capitolo mille, che lasciò molti delusi per l’assenza di colpi di scena PAZZESCHI.

Questo episodio è una piccola festa che coinvolge sia lo staff dietro all’anime, sia noi spettatori che da anni stiamo dietro a quest’opera, e abbiamo al 99% iniziato proprio grazie a questo cartone (coloro che iniziarono One Piece in Italia tramite il manga si contano sulle dita di una mano, e io non sono tra questi). È un momento per dire “Hey…certo che siamo arrivati lontano. Mille episodi! Niente male, no? Ne avete viste tante, ve ne abbiamo mostrate altrettante. Fermiamoci un attimo per rendercene conto e ricordare che viaggio incredibile stiamo vivendo!”.
Chi non si rende conto di questo, chi non inserisce l’episodio in questo contesto, rimarrà per forza deluso, e sono SICURO che qualcuno di voi che sta leggendo queste righe lo è. Non te ne frega niente del traguardo raggiunto da Toei Animation e da Eiichiro Oda? Ci sta, io stesso non sono uno che celebra più di tanto i suoi traguardi personali. Ma questa settimana Toei ci ha invitati a una festa, e invece di andarci aspettandoci di trovare tutti quanti concentratissimi a lavoro, indignandoci di vedere tale aspettativa inattesa, dovremmo andare pronti a festeggiare e affamati di torta. Fatta di sakuga, musica e nostalgia. Ci sarà tempo per le “figate” (comunque presenti in questo episodio).

Che la millesima puntata fosse una scusa per celebrare il cartone non è palese: di più. Lo si capisce fin dai primissimi secondi, grazie alla opening speciale esclusiva di questa puntata: “We Are!”! Possiamo infatti godere della primissima opening dell’anime di One Piece ridisegnata completamente, con personaggi aggiornati. Chi segue il cartone fin dai primi episodi non può non aver versato la proverbiale lacrimuccia, che scende dagli occhi nel vedere “We Are!” ricalcata quasi frame per frame e nel sentire la canzone originale, ma che scende da qualche organo più in basso nel vedere le scene diverse (o meglio aggiornate), come una caotica sequenza di Takeshi Maenami che mostra tutti i membri della ciurma e i flash degli Imperatori dove prima c’erano Bagy, Kuro e Kreig (ci sono anche altri personaggi come Yamato, Hancock, Sabo ed Ace dove c’erano Arlong, Smoker e Dragon). Un vero mix tra passato e presente! Potete godervi voi stessi le differenze guardando questo video.

Il caro vecchio “hat spinning”. Animazione di Takashi Kojima.

Le citazioni al passato non si fermano qui, in quanto torna in versione “odierna” il primissimo eyecatch (ovvero l’intermezzo a circa metà puntata) col manifesto di Luffy che ci vola addosso. Stavolta però il manifesto è quello da un miliardo e mezzo di Berry, e sullo sfondo c’è la ciurma inclusiva di Jinbe. Inoltre, pare che sui cartelli al posto di “Red Line” ci sia scritto “Somewhere”…

È evidente a chiunque però che la festa entra nel vivo con la seconda metà dell’episodio, la parte sicuramente più incriminata da chi si aspettava una puntata come le altre. Abbiamo infatti ben 8 minuti (OTTO MINUTI) in cui i nostri pirati preferiti si riuniscono finalmente tutti insieme, in una scena che non vedevamo dall’Isola degli Uomini Pesce. Gli otto minuti sono impiegati mostrando uno ad uno i membri della ciurma mentre eseguono i loro attacchi più caratteristici, con un filtro del loro colore d’appartenenza (come il rosso per Luffy), seguiti da una carinissima animazione di loro da bambini che fanno da transizione per dei flashback silenziosi. Riviviamo così i loro migliori momenti, ed è interessante notare quali siano stati scelti dallo staff (ovvero da Aya Komaki e Kouhei Kureta in storyboard, molto probabilmente). Sembra che siano molto in linea con le preferenze dei fan! Per esempio, con Franky assistiamo al suo combattimento con Senor Pink, con Zoro ne vediamo parecchi tra cui il “non è successo nullahhh“, e con Chopper…beh quasi esclusivamente ciò che fa a Drum, più il Monster Point (prendi nota Oda, l’ultimo Chopper figo risale a Enies Lobby…). Scene senza audio che puoi sentire benissimo, e ti riportano alla prima volta in cui ti hanno emozionato! Questo è il senso dell’episodio: rivivere mille passi fatti per giungere fin qui. Su tutte, non si può non parlare di Usopp, che sfodera un proiettile che sfonda sia i nemici sia la quarta parete: il fumo del suo attacco ci mostra un 1000 a chiari numeri! Un colpo che ha “riservato per questa occasione speciale!“. Come si fa a non amarlo?!

Infine, decisamente adorabile la chiusura della puntata con un Thanks” rivolto a tutti noi, ma che potremmo tranquillamente ricambiare. Altrettando adorabile e bastardo per anche il seguente “…and…TO BE CONTINUED“, il tutto con “Overtaken” come musica di sottofondo. Grazie cari, sappiamo bene che non vedremo un “The End” prima del 2030. E forse non vorremmo mai vederlo sul serio… a parte persone come la doppiatrice di Luffy, che ha seri dubbi circa il giungere alla fine dell’opera. Insomma, davvero dopo tutto questo non possiamo passare oltre l’avanzamento modesto della trama? Vogliamo davvero far finta che dietro a quest’opera ci siano solo dei robot, oltre a Eiichiro Oda?

Se vogliamo essere così cinici, dobbiamo comunque elogiare il superlativo lato tecnico dell’episodio, senza precedenti. La quantità di scene animate da key animators di livello è sorprendente, un’intera pagina di sakugabooru è occupata da questo episodio, le cui animazioni sono state supervisionate da  Yong-Ce Tu, Midori Matsuda e Keiichi Ichikawa. Ci metterei seriamente troppo a citare tutti, la quasi totalità dell’episodio è andata in mano ad animatori validissimi, per cui vi rimando al sito sakugabooru per scoprire ogni singola scena e chi si cela dietro. Dopotutto questo è l’Angolo della Sakuga, non il Salone della Sakuga (non ho un salone, non sono ancora un nobiluomo).

Ci tengo a dire però che Yong-Ce non intende fermarsi nella sua scalata come miglior animatore di Toei Animation, i suoi contributi (che includono parti della nuova “We Are!”, le scene di celebrazione per Luffy e Chopper e la salita del gommoso verso il tetto) sono sempre di più e sempre più belli, la sua presenza come animation director dovrebbe darci ulteriore prova del suo valore. Ci tengo anche a far notare il contributo di Henry Thurlow, al quale sono affezionato per via di questa intervista, che ha animato una scena molto cinematografica anche nel manga:

A differenza del manga, però, la sequenza non consiste in un lungo zoom-out da Kaido come mi immaginavo, puntando invece sul movimento dei singoli protagonisti.

Abbiamo anche una lunghissima scena animata da Tetsuro Nireki: ben un minuto e mezzo NO-STOP del Generale Franky che si assembla, in un tributo agli anime mecha tanto cari al popolo giapponese che io però non so se ho colto appieno, non essendo poi così ferrato di Gundam e Doldrake vari. Ci ho visto anche molto Transformers.

DOKKINGU!!

Ovviamente non si può non tributare più di 92 minuti di applausi al buon Naotoshi Shida (anima di qualsiasi festa, questa non poteva fare eccezione), che dona il movimento a una scena che TUTTI hanno amato, lettori del manga in primis: la trasformazione di Neko e Inu in Sulong. Ad essere precisi, la scena della trasformazione vera e propria è opera di…Yong-Ce Tu (ve l’ho detto che sta spaccando). Shida ha dato vita al loro assalto contro Jack, in un’attesissima rivalsa che risale a Zou. I due Mink volano come nemmeno dei Super Saiyan 2 contro il mammuth in una coreografia molto piacevole. Non trovo più di tanto esagerata la scena, come invece sono solito fare: si tratta dei due Mink più potenti, nella loro forma più potente, circondati da elettricità. Una come Carrot nella stessa forma è in grado di levitare anche nel manga (grazie all’elettrostaticità? ma che ne so, è un cazzo di manga). In ogni caso, l’anime ci ha regalato ciò che non abbiamo avuto nel manga (che passa subito al momento della sconfitta di Jack da parte dei due super Mink, non parlatemi di spoiler che rido): i Nekomamushi e Inuarashi che ci meritavamo, due mostri che restituiscono con gli interessi ciò che hanno subìto a Zou. Solo applausi per loro, per Komaki e Kureta, per Yong-Ce e per il Samurai dell’animazione Shida.

Se non si fosse capito, l’episodio l’ho adorato. Lento? Sì, non importa. L’episodio mi ha dato ciò che mi aspettavo e anche di più: 20 minuti di animazioni buonissime e di richiami al passato in questa lunghissima e bellissima avventura, un’episodio più su Toei Animation e su Eiichiro Oda che su Luffy e compagnia. Mi dispiace che qualcuno non abbia apprezzato come l’ho apprezzato io, ma per questa settimana è andata così. Nelle prossime avrete modo di vedere non poche figate, visto che ci avviciniamo anche all’adattamento del capitolo mille. Intanto però ditemi cosa ne pensate!

[Symonch]

P.S.: il logo per il millesimo episodio non vi è…familiare?

 

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One Piece è un manga scritto e disegnato da Eiichirō Oda, serializzato sulla rivista giapponese Weekly Shōnen Jump di Shūeisha dal 19 luglio 1997. La casa editrice ne raccoglie periodicamente i capitoli anche in volumi formato tankōbon, di cui il primo è stato pubblicato il 24 dicembre. L’edizione italiana è curata da Star Comics, che ne ha iniziato la pubblicazione in albi corrispondenti ai volumi giapponesi il 1º luglio 2001. La storia segue le avventure di Monkey D. Luffy, un ragazzo il cui corpo ha assunto le proprietà della gomma dopo aver inavvertitamente ingerito il frutto del diavolo Gomu Gomu. Raccogliendo attorno a sé una ciurma, Luffy esplora la Grand Line in cerca del leggendario tesoro One Piece e inseguendo il sogno di diventare il nuovo Re dei pirati

One Piece è adattato in una serie televisiva anime, prodotta da Toei Animation e trasmessa in Giappone su Fuji TV dal 20 ottobre 1999. L’edizione italiana è edita da Merak Film ed è andata in onda su Italia 1 dal 5 novembre 2001 per poi continuare su Italia 2 nel 2012; inizialmente intitolata All’arrembaggio!, la serie ha avuto diversi cambi di denominazione nel corso delle stagioni, fino ad assestarsi sull’originale One Piece. Toei Animation ha prodotto inoltre 11 special televisivi, 13 film anime, due cortometraggi 3D, un ONA e un OAV. Svariate compagnie ne hanno tratto merchandise di vario genere, come colonne sonore, videogiochi e giocattoli.

One Piece ha goduto di uno straordinario successo. Diversi volumi del manga hanno infranto record di vendite e di tiratura iniziale in Giappone. Con trecento milioni di copie in circolazione al 2014 l’opera è il manga ad avere venduto di più al mondo. Il 15 giugno 2015 è entrato inoltre nel Guinness dei primati come serie a fumetti disegnata da un singolo autore con il maggior numero di copie pubblicate: oltre 320 milioni.

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