One Piece Episodio 903: Luffy lo Yokozuna

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One Piece Episodio 903: il commento dell’ultima puntata dell’anime di One Piece tratto dal manga ideato e disegnato da Eiichiro Oda

Dosukooooi! Con l’episodio 903 One Piece si trasforma, per venti minuti, in uno show sul sumo un po’ surreale. Ma a noi non importa, giusto? Fintanto che si tratta di One Piece possiamo vedere anche Robin giocare a briscola (e vincere, ovviamente). Si tratta tuttavia di uno show piacevole?

Praticamente il 90% dell’episodio è incentrato sul confronto tra Luffy e lo Yokozuna Urashima. Il combattimento nel manga dura meno di un capitolo, mentre qui è stato di molto allungato come ormai siamo abituati con l’anime. È la prima volta da quando è iniziata la saga di Wano che mi sono ritrovato ad annoiarmi parecchio durante la visione, e considerate che ho guardato l’episodio a 1.25x per far prima! Purtroppo è necessario mantenere le distanze dal manga coi mezzi a disposizione, inoltre questa parte della storia non era particolarmente entusiasmante nemmeno nel fumetto. Ma non temete, a breve le vicende diventeranno un crescendo di emozioni…

Come è stato gestito dunque il “combattimento” tra i due lottatori? Beh è iniziato riprendendo la scena dell’episodio precedente, aggiungendo però uno strano effetto “colorato”. A cosa devo questa scelta estetica? Dovrebbe aumentare la tensione per il colpo diretto verso Kiku? Se devo essere sincero non ne trovo il senso, ma non mi ha dato nemmeno fastidio. In effetti, se c’è qualcosa che per fortuna resta costante nell’anime di Wano, sembra proprio essere la qualità dei disegni e dei colori.

Hei Takashi, quelli nel riso non erano funghi porcini vero?

Il batti-cinque tra Luffy e Urashima, iniziato alla fine dell’episodio precedente, dura DECISAMENTE TROPPO. Ragazzi, credo che non ci sia anima viva al mondo che possa darmi torto su questo. Non solo la scena non è interessante da vedere, se non per i primi 5 secondi, ma non ha nemmeno fisicamente senso (non che sia la prima volta). Avete mai visto due spingersi la mano in questo modo?? No, e non solo perché non siamo in un manga, ma anche perché non porta assolutamente a niente! L’energia cinetica delle manate è bella che esaurita pochi istanti dopo l’impatto tra i due palmi, se Luffy o Urashima avessero mollato avrebbero ricevuto uno spintone, nulla di che insomma. Successe una cosa simile nell’anime ai tempi di Punk Hazard, sul finale di Luffy VS Caesar Clown. Sono mani, non onde energetiche!

Finita la lunga scena dello Tsuppari si passa a un’altrettanto lunga (e frustrante) scena sui due lottatori che cercano di non cadere. A onor del vero anche nel manga un’intera pagina viene occupata per questo momento, ma il risultato finale è ben diverso!

La tempistica della scena dipende dalla vostra fantasia. Avete notato però che hanno trasposto perfettamente il pubblico in diverse scene? Guardate la prima immagine.

Nell’anime la scena è ridicolmente lunga e ha solo l’effetto di trapanarti in testa la voce di Luffy che dice “CADOCADOCADOCADOCADOCADOCADO!”.

Cado cado cado cado cado cado…

Eh vabbè. Quando finalmente l’incontro inizia, Luffy si diletta ad usare termini del gergo sumo, forte della sua carriera da annichilitore di Usopp. “Dosukoi” urlato due volte all’inizio dovrebbe essere un generico urlo di incitamento del lottatore, così come urlarlo una volta alla fine probabilmente ha la stessa funzione. Hakke-yoi invece è un’incoraggiamento che l’arbitro (o gyoji) urla a un lottatore che non ha abbastanza iniziativa, in pratica Luffy in quel momento stava un po’ sfottendo Urashima. Queste cose sono assenti nel manga e apprezzo quando vengono inserite nell’anime!

Invece non ho apprezzato più di tanto il combattimento. Per quanto, devo dire, non ci sia nulla di male nella scelta delle singole azioni (Luffy che prova a sollevare Urashima per il mawashi per esempio, una tecnica comunissima nel sumo), la realizzazione tecnica andava molto a desiderare. Le manate, o meglio gli harite, di Urashima  sono lentissimi e l’unica scena carina è quella presa direttamente dal manga, ovvero questa:

one piece episodio 903
“Zoro, svegliami quando il ciccione ha finito”

Poco dopo Urashima si lancia in generiche dichiarazioni arroganti e cerca senza successo di trasformarsi in un personaggio di Dragonball per poter avere la meglio su Luffytaro. Non dico cazzate, guardate qui:

one piece episodio 903
KAIOOOOHKEN!!!

Ormai quella è una posa standard dei battle shonen, lo so, ma l’unico modo in cui Urashima possa aver generato quel vento è scorreggiando. Ad ogni modo, dopo una serie di mosse sleali non andate a segno, finalmente Luffy decide di chiudere questo incontro ridicolo. Nulla di davvero grave nella scena del Gigant Tsuppari, se non qualche perplessità circa la lunghezza del braccio. Nel manga avrei stimato un 30 metri, visto che si vede il braccio in tutta la lunghezza, ma nell’anime tra un po’ la mano arrivava a Dressrosa.one piece episodio 903

Con la scena in copertina e col volo di Urashima addosso ad Holdem (scena esclusiva dell’anime) si conclude questa parentesi di sumo. Parlando di Holdem, le scene con lui e Tama sono tutto sommato giuste, sia per quanto concerne la colonna sonora sia per i colori. Posso di nuovo far notare che questo tipo stava provando a, coff coff, STACCARE LE GUANCE A UNA BAMBINA?

Per concludere col restante 5% dell’episodio, Law e Bepo. Quella che nel manga è solo una singola vignetta diventa nell’anime una scenetta carina, quasi quanto Bepo. Se non vado errato Law usa una tecnica esclusiva, Scan. Essendo il suo frutto basato su operazioni chirurgiche e attrezzature mediche in generale la trovo una buona idea, anche ben resa. Mi è piaciuto anche l’effetto sonoro (nuovo?) della Room.

Insomma, non il migliore degli episodi finora. Io però sono molto fiducioso, come detto sopra il bello arriverà presto…

[Symonch]

P.S.: Zorojuro spacca pur apparendo per un secondo

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One Piece è un manga scritto e disegnato da Eiichirō Oda, serializzato sulla rivista giapponese Weekly Shōnen Jump di Shūeisha dal 19 luglio 1997. La casa editrice ne raccoglie periodicamente i capitoli anche in volumi formato tankōbon, di cui il primo è stato pubblicato il 24 dicembre. L’edizione italiana è curata da Star Comics, che ne ha iniziato la pubblicazione in albi corrispondenti ai volumi giapponesi il 1º luglio 2001. La storia segue le avventure di Monkey D. Luffy, un ragazzo il cui corpo ha assunto le proprietà della gomma dopo aver inavvertitamente ingerito il frutto del diavolo Gomu Gomu. Raccogliendo attorno a sé una ciurma, Luffy esplora la Grand Line in cerca del leggendario tesoro One Piece e inseguendo il sogno di diventare il nuovo Re dei pirati

One Piece è adattato in una serie televisiva anime, prodotta da Toei Animation e trasmessa in Giappone su Fuji TV dal 20 ottobre 1999. L’edizione italiana è edita da Merak Film ed è andata in onda su Italia 1 dal 5 novembre 2001 per poi continuare su Italia 2 nel 2012; inizialmente intitolata All’arrembaggio!, la serie ha avuto diversi cambi di denominazione nel corso delle stagioni, fino ad assestarsi sull’originale One Piece. Toei Animation ha prodotto inoltre 11 special televisivi, 13 film anime, due cortometraggi 3D, un ONA e un OAV. Svariate compagnie ne hanno tratto merchandise di vario genere, come colonne sonore, videogiochi e giocattoli.

One Piece ha goduto di uno straordinario successo. Diversi volumi del manga hanno infranto record di vendite e di tiratura iniziale in Giappone. Con trecento milioni di copie in circolazione al 2014 l’opera è il manga ad avere venduto di più al mondo. Il 15 giugno 2015 è entrato inoltre nel Guinness dei primati come serie a fumetti disegnata da un singolo autore con il maggior numero di copie pubblicate: oltre 320 milioni.

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