One Piece Episodio 927: la risata che scatenò Orochi.

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Se non hai ancora visto l’episodio, puoi guardarlo su Crunchyroll cliccando qui!

One Piece Episodio 927: il commento dell’ultima puntata dell’anime di One Piece tratto dal manga ideato e disegnato da Eiichiro Oda

Buondì, o buonasera, dipende da quando leggete questo articolo. Avete già visto l’episodio di questa settimana, vero? No?? Allora correte a rimediare cliccando il link in cima all’articolo! Non ve ne pentirete, statene certi. Ora vi spiego il perché (o se preferite aspetto che guardiate l’episodio, tanto non mi muovo da qui…).

Non voglio tuttavia nemmeno illudervi troppo. L’episodio mi è piaciuto, certo, ma non è assolutamente esente da difetti. Purtroppo tali difetti sono un po’ sempre gli stessi: riguardano il pacing della puntata, un ritmo sempre troppo lento rispetto al manga che può facilmente annoiare lo spettatore, talvolta rallentando tanto da stufare anche chi il manga non lo segue e non può sapere quali e quanti allungamenti ci sono dietro.

Questo rallentamento della narrazione coinvolge principalmente la prima parte dell’episodio, prima della risata di O-Toko per intenderci. L’episodio riparte esattamente da dove si era interrotto (letteralmente, comincia con la stessa identica inquadratura su Chopper), mostrando qualche minuto di interazione tra Big Mom, anzi O-Lin, e la compagnia della renna, assenti nel manga che invece passa subito al castello.

Per quanto non particolarmente coinvolgenti, questi pochi minuti filler hanno un senso: la piccola Tama sperava di fare un favore a Big Mom ricordandole il suo nome, essendo una bambina generosissima lo trovo coerente col personaggio. Peccato che abbia rischiato di ricordare all’Imperatrice tutti i suoi intenti omicidi. Il tempestivo intervento di Chopper ha evitato che tutti i presenti facessero una bruttissima fine. Se devessi avanzare una critica, direi che Chopper poteva sforzarsi di apparire meno terrorizzato mentre ricorda a Big Mom il suo falso nome, e la piratessa non ha motivo di fare quello sguardo sospettoso visto che non ricorda un cacchio. So che è tutta una gag, ma anche le gag possono essere fatte meglio. Come valutereste il lavoro dello sceneggiatore Atsuhiro Tomioka?

Con una buona transizione sulla Luna, elemento permeante la saga di Wano, passiamo allo scenario principale dell’episodio: il Palazzo dello Shogun. Tutte le chiacchiere di Orochi sul suo timore per i Foderi Rossi sono presenti anche nel manga, le rapide sequenze sui Kin’emon e gli altri danno più dimensione ai timori dello Shogun, e tutte le prese in giro da parte degli invitati sono anch’essere originali del fumetto. Tuttavia, i tempi del manga sono più adatti ai lunghi monologhi, rendendoli di solito meno pesanti da ascoltare (anzi, leggere).

Nell’anime non solo devi seguire il monologo, con annesse prese in giro, alla velocità che il cartone ti impone, ma questo viene anche ulteriormente allungato aggiungendo la terza recita, finora, della profezia di Toki e altre prese in giro, ormai inutili in quanto il concetto “i sudditi di Orochi non gli credono e lo considerano un cagasotto” è ben chiaro. Un buon terzo dell’episodio, in conclusione, soffre della pesantezza ormai solita dell’anime. Almeno in questo caso si può dire che anche Oda ha “le sue colpe”, il monologo è lunghetto anche nel manga. Inoltre, i colori e i cambi di inquadratura riescono a dare un minimo di varietà al discorso, non a sufficienza purtroppo.

Questa espressione però mi piace.

L’episodio però si riprende benissimo a partire dalla risata di O-Toko, che arriva dal nulla mentre Orochi si sta disperando con le sue stesse parole. La sua risata mi permette di evidenziare uno dei migliori aspetti di questo episodio. Infatti, una nota di merito per questa puntata va ASSOLUTAMENTE ai doppiatori, dei quali ho particolarmente apprezzato le performance. A cominciare dalla doppiatrice di O-Toko Kokoro Kikuchi, che avevo già elogiato nell’episodio dedicatole, grazie alla sua risata super naturale e contagiosa, molto strana da sentire particolarmente in One Piece dove tutti ridono come se avessero qualche danno cerebrale (FOSFOSFOS, KISHISHISHI, GURORORORO e mi fermo qui).

Anche il doppiatore di Orochi Hiroshi Iwasaki, col quale mi sono già complimentato, lavora molto bene. Passa dalla recitazione viscida da vecchio arrapato, ai gridolini fastidiosissimi da codardo, a un tono basso e serissimo mentre recita la profezia. Riesce ad dar vita a tutto ciò che vediamo di Orochi nel manga! Tranne la profezia, che nel fumetto non viene recitata da lui, ci saranno però altre occasioni di sentirlo super serio. Ottimo lavoro di direzione al doppiaggio e ottima performance dei doppiatori!

C’è un terzo doppiatore che vorrei elogiare, ma me lo tengo per dopo (immagino avrete già capito se avete visto l’episodio). Prima però torniamo alle vicende, ovvero alla furia di Orochi. Tutto, dall’aura rossa di rabbia per l’umiliazione (modesta, non il cazzo di Kaioken di Luffy!), ai brevi shot su Oden e i Foderi mentre parla, alla carica velocissima a spada sguainata, ha portato in vita le pagine del manga in modo molto buono. Anche il fendente contro la parete, esaltato ma non esagerato, mi è piaciuto. Ovviamente anche la colonna sonora mi ha soddisfatto. Non so chi abbia animato la carica, ma ve la ripropongo comunque. A fare da animation directors sono stati Shigefumi Shingaki e Keiichi Ichikawa.Quelle che nel manga sono solo due vignette davvero microscopiche (tanto che non me le ricordavo) vengono ampliate nell’anime. La povera O-Toko non può smettere di ridere e Orochi è intenzionatissimo a trafiggerla. Ma soprattutto:

La scena dello schiaffo è resa molto bene! Dai colori, ai disegni, alla musica drammatica (Karakuri Defense System, una delle mie preferite) che si interrompe improvvisamente lasciando spazio a musica più tradizionale. Anche ciò che segue è stato elaborato rispetto al manga: lo stupore di Orochi è percettibile solo dalle linee cinetiche intorno a lui, mentre nell’anime abbiamo tutta la recitazione del doppiatore per trasmetterci il suo incredibile stupore misto a tristezza e amarezza.

Nell’anime vediamo anche Robin in azione.

Non è solo oltraggiato, è proprio triste di essere stato colpito da una donna che desiderava ardentemente. Ma Komurasaki non si piega davanti a nessuno. I suoi occhi, oltre ad essere ben colorati, sono intensi quanto la sua determinazione. Sembra un personaggio molto diverso da come vi era stato presentato, vero? C’è un motivo. Ma non ve lo dico.

Siamo arrivati al climax dell’episodio, ovvero la trasformazione di Orochi, la scoperta del suo potere! Guard-

Uhg. Insomma, la scena è bella come nel manga visto che la vignetta è stata praticamente ricopiata.

Viene anche mostrata la trasformazione fase per fase, per quanto non sia niente di fenomenale da parte di (probabilmente) Shigefumi Shingaki. Però quei colori…perché quei colori?! Apprezzo che la testa principale venga distinta con un verde diverso, oltre che dalla corona e dai baffi, ma quegli accostamenti sono molto pesanti. Verde scuro sul rosso sul celeste.

C’è da dire che Yamata no Orochi viene quasi sempre rappresentato con colori simili, come potete vedere, ma in questo caso non sono affatto soddisfatto dai colori scelti da Oda (le istruzioni sui colori dei personaggi le dà lui). Mi infastidisce più questo che i capelli viola o rosa laddove nel manga sono nero pece.

Colori a parte, la scena non mi ha deluso. Il successivo sfogo di Orochi, che attacca tutti gli altri piuttosto che attaccare la sua “amata”, avviene un po’ troppo lentamente ma offre anche una scenetta interessante:

Quando finalmente Orochi decide di mordere la temeraria oiran, scatta forse la parte migliore di tutto l’episodio: la scena di Kyoshiro. Ed ecco il terzo doppiatore al quale vanno mille e uno complimenti, Daisuke Kishio. La sua risata maniacale è PERFETTA!! Nel manga non ride così, ma sono contentissimo di questa aggiunta! Vorrei poter aggiungere file audio per farvela sentire…
Hei un attimo, posso benissimo invece!

https://www.opgt.it/wp-content/uploads/2020/04/kyoshiro.mp3?_=1

Non solo la componente audio, ma anche la direzione artistica e la regia rendono questo finale davvero d’impatto! La faccia folle di Kyoshiro, il rosso della scena, i rapidissimi cambi di inquadratura, i rallenty, e ovviamente il fendente che porta al TO BE CONTINUED! L’episodio si chiude in modo perfetto, risollevandolo molto a mio avviso. Un punto al regista Satoshi Ito.

Insomma, sono rimasto molto soddisfatto dalla puntata di oggi. I difetti ci sono, innegabili, ma ho chiuso la pagina di Crunchyroll con un sorriso in volto. Recuperatelo, se siete ancora qui a leggere!

[Symonch]

P.S.: Lo scontro tra i ninja e Robin prosegue, ma non c’è nulla di davvero rilevante da dire.

Leggi anche: One Piece Episodio 914: Il Kaioken di Luffy VS Kaido?!

One Piece è un manga scritto e disegnato da Eiichirō Oda, serializzato sulla rivista giapponese Weekly Shōnen Jump di Shūeisha dal 19 luglio 1997. La casa editrice ne raccoglie periodicamente i capitoli anche in volumi formato tankōbon, di cui il primo è stato pubblicato il 24 dicembre. L’edizione italiana è curata da Star Comics, che ne ha iniziato la pubblicazione in albi corrispondenti ai volumi giapponesi il 1º luglio 2001. La storia segue le avventure di Monkey D. Luffy, un ragazzo il cui corpo ha assunto le proprietà della gomma dopo aver inavvertitamente ingerito il frutto del diavolo Gomu Gomu. Raccogliendo attorno a sé una ciurma, Luffy esplora la Grand Line in cerca del leggendario tesoro One Piece e inseguendo il sogno di diventare il nuovo Re dei pirati

One Piece è adattato in una serie televisiva anime, prodotta da Toei Animation e trasmessa in Giappone su Fuji TV dal 20 ottobre 1999. L’edizione italiana è edita da Merak Film ed è andata in onda su Italia 1 dal 5 novembre 2001 per poi continuare su Italia 2 nel 2012; inizialmente intitolata All’arrembaggio!, la serie ha avuto diversi cambi di denominazione nel corso delle stagioni, fino ad assestarsi sull’originale One Piece. Toei Animation ha prodotto inoltre 11 special televisivi, 13 film anime, due cortometraggi 3D, un ONA e un OAV. Svariate compagnie ne hanno tratto merchandise di vario genere, come colonne sonore, videogiochi e giocattoli.

One Piece ha goduto di uno straordinario successo. Diversi volumi del manga hanno infranto record di vendite e di tiratura iniziale in Giappone. Con trecento milioni di copie in circolazione al 2014 l’opera è il manga ad avere venduto di più al mondo. Il 15 giugno 2015 è entrato inoltre nel Guinness dei primati come serie a fumetti disegnata da un singolo autore con il maggior numero di copie pubblicate: oltre 320 milioni.

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