La polvere della danza e l’inseminazione delle nuvole – Tra scienza e fantasia

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La polvere della danza, la magica polvere in grado di creare la pioggia. Un miracolo che tuttavia nasconde delle basi scientifiche.

Nella saga di Alabasta scopriamo l’esistenza, nel mondo di One Piece, della polvere della danza, una polvere che, se bruciata, è in grado di rendere le nuvole cariche di pioggia. Un’invenzione tanto utile quanto pericolosa, in quanto, attraverso questa tecnica, si finisce con il sottrarre l’acqua delle nuvole che sarebbero andate a bagnare altri paesi; ed è per questo motivo che il Governo Mondiale aveva deciso di renderla illegale.

Nel mondo reale, la creazione artificiale di nuvole cariche di pioggia è detta “cloud seeding” o “inseminazione delle nuvole” ed è una tecnica relativamente recente. Il cloud seeding si fa risalire al chimico Vincent Schaefer e al climatologo Bernard Vonnegut, che iniziarono i primi esperimenti intorno al 1946. In particolare, Schaefer indusse il raffreddamento dell’aria, e la formazione di microcristalli, utilizzando del ghiaccio secco. Vonnegut, invece, alterò la struttura cristallina delle nubi utilizzando lo ioduro d’argento (un composto formato da argento e iodio). Il primo esperimento avvenuto al di fuori del laboratorio avvenne nel novembre del 1946, con l’inseminazione di nubi presso il monte Greylock, nel Massachusetts orientale. L’esperimento fu un successo, in quanto gli scienziati riuscirono a produrre una precipitazione nevosa.

L’evoluzione e gli esperimenti

L’idea su cui si basa l’inseminazione delle nubi è che la quantità di precipitazioni che una nuvola può produrre è data dalla quantità di nuclei di ghiacciamento che essa contiene; di conseguenza, si pensa che, aumentando artificialmente il numero di questi nuclei si possa ottenere pioggia da qualsiasi tipo di nube. Principalmente, per disperdere le sostanze nelle nubi si utilizzano gli aerei o dei razzi sparati da terra.

Uno degli esperimenti più ambiziosi riguardante questa tecnica fu il progetto Stormfury del 1962. Si trattava di un tentativo dell’esercito statunitense di inseminare gli uragani atlantici con lo ioduro d’argento, al fine di poterne controllare la portata ed evitare così danni alla popolazione. Purtroppo, a causa di varie problematiche, tra cui anche la scarsità di dati che gli scienziati furono in grado di raccogliere, il progetto venne abbandonato negli anni Ottanta. Tuttavia, gli esperimenti su questa tecnica non vennero completamente abbandonati, anzi, si diffusero in tutto il mondo. In Cina ed in Australia, ad esempio, si cerca di incrementare questa tecnica al fine di garantire maggiori precipitazioni nelle zone più aride. In altri paesi, invece, l’inseminazione delle nuvole viene utilizzata per combattere l’inquinamento.

Dubbi e controindicazioni

Sulla tecnica dell’inseminazione della pioggia ci sono ancora parecchi dubbi e zone d’ombra. La prima domanda che alcuni studiosi si pongono è se questa tecnica porti effettivamente ad un effettivo incremento della quantità della pioggia; difatti, essendo presenti in natura una quantità incontrollabile di variabili, è impossibile sapere quanta pioggia avrebbe generato una nube se non fosse stata inseminata. Un secondo dubbio viene dal fatto che la pioggia è data principalmente dalla quantità di vapore acqueo, di conseguenza, aumentando il numero dei soli nuclei di ghiacciamento si otterrebbe un incremento del numero di nubi, ma non di pioggia in esse contenuta; in parole povere, si creerebbero più nuvole, ma nessuna in grado di produrre effettivamente precipitazioni.

Infine, la controversia più grande circa questa tecnica è proprio quella che ci viene spiegata nel manga. Essendo la pioggia, come detto prima, generata principalmente dal vapore acqueo (che non è infinito), stimolando una nuvola affinché generi precipitazioni porta ad una sorta di “furto” del vapore acqueo presente nell’aria. Ad oggi, non esistono ancora studi che accertino questo danno collaterale. Sicuramente, se l’uomo riuscisse a raggiungere una conoscenza tale da permettere di portare pioggia nei paesi più bisognosi, i benefici sarebbero innumerevoli. Ma bisogna sempre stare attenti a ciò che si può nascondere dietro manipolazioni di questa portata. La polvere della danza ha questo nome perché le persone ballavano di gioia quando ricevevano la tanto desiderata pioggia; ma non si può dimenticare come questa loro gioia fosse basata sulla sofferenza dei vicini a cui l’acqua veniva sottratta.

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