One Piece Episodio 861: il momento dei FEELS

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One Piece Episodio 861: “La torta è affondata?! La lotta per la fuga di Sanji e Bege”, il commento dell’ultima puntata dell’anime di One Piece tratto dal manga ideato e disegnato da Eiichiro Oda

Buon lunedì, carucci.

Questo episodio 861 “La torta è affondata?! La lotta per la fuga di Sanji e Bege” lo aspettavo da un po’ (non si notava?), visto che copre uno dei capitoli che ho più apprezzato di tutta Whole Cake Island. Si tratta del capitolo 887 “Da qualche parte qualcuno desidera la tua felicità”, che commosse tutta la community con le parole di Pound.

In generale, anche in questo caso è stata adattata una parte ridotta del manga, poco meno di un capitolo come la scorsa volta. Eppure è stato tutto molto meno pesante da vedere, questa lentezza non l’ho poi sentita tanto. Perché? Il materiale da adattare era sì poco, ma stavolta raccontava una situazione “lenta” di per sé, senza stiracchiare una situazione tutto sommato movimentata e dinamica come la scorsa volta. Per raggiungere i tempi dell’episodio sono stati inseriti dei mini filler non fastidiosi, seppur a volte strani come la scena degli occhi di Rufy e Katakuri, che mi ha lasciato più confuso che esaltato diciamo. Il direttore dell’episodio nonché storyboarder Katsumi Tokoro (che ha anche diretto il lungometraggio sulla saga di Arlong “Episode of Nami”, vi è piaciuto?) Anticipare un pochino il ritorno alle botte tra i due non è stata una brutta idea, no?

 

Sempre parlando delle scelte filler dello sceneggiatore Hitoshi Tanaka, più precisamente dei dialoghi, mi sono sembrati tutti piuttosto adatti e quasi mai forzati o fuori luogo. Inoltre come detto poco fa anche la scena iniziale con Katakuri non era male, comprese le osservazioni del comandante. Peccato solo aver spezzato un po’ la scena del ritorno all’azione di Rufy che introduce il capitolo 888, verrà sicuramente recuperata ad inizio episodio 862. Dal punto di vista della direzione, barina anche la goccia di sudore di Sanji ad anticiparci la mossa di Oven. A margine, mi ha divertito la scenetta di Oven investito, sinceramente non me la ricordavo!

 

Ciò di cui vorrei davvero parlarvi però è la scena clou dell’episodio, nonché del capitolo da cui è tratto: il saluto di Pound a Chiffon e Pez. Quando lessi nel manga questa parte, rivalutai completamente il personaggio, similmente a come avevo (abbiamo, immagino) fatto con Senor Pink. Una scena tanto dolce e tragica andava trattata bene nell’anime e, sinceramente, non sono rimasto deluso. Non so se esiste una OST più calzante per quell’atmosfera, ma sarebbe l’unica cosa che forse cambierei. Il tempo che rallenta col classico sfondo chiaro e frammenti scuri, la voce di Pound nel silenzio, silenzio che persiste anche mentre Oven si appresta ad ucciderlo, l’urlo finale (assente nel manga, dove resta un pensiero).

Soddisfatto anche dal filler con la “giovane” Big Mom (capito perché gli uomini non scappavano subito appena la vedevano?), che senza esagerare mostra quel più utile a farci capire la visione crudele di famiglia dell’Imperatrice, cosa rimarcata dal ricordo di Chiffon per il quale vale la stessa osservazione. Sei della famiglia solo se le servi al completamento di Totland.

L’alabarda insanguinata di Oven ci fa capire quale sia stata la sua fine. Il pianto di Pez che fa cadere il ciuccio rafforza il presentimento. E se nel manga ancora oggi si discute se Pound sia davvero morto o no (perché sappiamo tutti quali siano le tendenze di Oda a riguardo), almeno nell’anime una conferma definitiva ce la suggeriscono con lo sguardo di Sanji, che meglio di Chiffon sembra aver capito chi fosse davvero quel buffo uomo dai capelli rosa e ha visto che fine gli abbia riservato Oven. Per come la vedo io, ottima direzione. Queste scene, che nel primo One Piece ci saremmo sognati, mostrano come Oda sia cambiato e maturato in queste due decadi: ora sa bene cosa può provare un padre e riesce a comunicarcelo.

Questo episodio che attendevo da molto non mi ha affatto deluso, per quanto forse la voce eccessivamente buffa di Pound abbia lievemente ridotto il pathos. La maggiore serietà del momento veniva comunque sottolineata dall’uso più raro delsuo intercalare “-né”, alla fine delle frasi. Spero questa scena sia piaciuta tanto anche a voi, ma se invece cercate solo l’azione, il prossimo episodio dovrebbe saziarvi appieno. Spero.

[Symonch]

 

                                   

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One Piece è un manga scritto e disegnato da Eiichirō Oda, serializzato sulla rivista giapponese Weekly Shōnen Jump di Shūeisha dal 19 luglio 1997. La casa editrice ne raccoglie periodicamente i capitoli anche in volumi formato tankōbon, di cui il primo è stato pubblicato il 24 dicembre. L’edizione italiana è curata da Star Comics, che ne ha iniziato la pubblicazione in albi corrispondenti ai volumi giapponesi il 1º luglio 2001. La storia segue le avventure di Monkey D. Luffy, un ragazzo il cui corpo ha assunto le proprietà della gomma dopo aver inavvertitamente ingerito il frutto del diavolo Gomu Gomu. Raccogliendo attorno a sé una ciurma, Luffy esplora la Grand Line in cerca del leggendario tesoro One Piece e inseguendo il sogno di diventare il nuovo Re dei pirati

One Piece è adattato in una serie televisiva anime, prodotta da Toei Animation e trasmessa in Giappone su Fuji TV dal 20 ottobre 1999. L’edizione italiana è edita da Merak Film ed è andata in onda su Italia 1 dal 5 novembre 2001 per poi continuare su Italia 2 nel 2012; inizialmente intitolata All’arrembaggio!, la serie ha avuto diversi cambi di denominazione nel corso delle stagioni, fino ad assestarsi sull’originale One Piece. Toei Animation ha prodotto inoltre 11 special televisivi, 13 film anime, due cortometraggi 3D, un ONA e un OAV. Svariate compagnie ne hanno tratto merchandise di vario genere, come colonne sonore, videogiochi e giocattoli.

One Piece ha goduto di uno straordinario successo. Diversi volumi del manga hanno infranto record di vendite e di tiratura iniziale in Giappone. Con trecento milioni di copie in circolazione al 2014 l’opera è il manga ad avere venduto di più al mondo. Il 15 giugno 2015 è entrato inoltre nel Guinness dei primati come serie a fumetti disegnata da un singolo autore con il maggior numero di copie pubblicate: oltre 320 milioni.

 

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