Elbaf: la mitologia norrena secondo Eiichirō Oda

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Elbaf è unna delle future rotte che potrebbe intraprendere la ciurma nella sua odissea verso Raftel, all’interno dei confini dove dimorano i giganti guerrieri.

È ormai noto che una delle più grandi ispirazioni e passioni di Oda siano proprio i vichinghi e, pur mostrando relativamente poco, ha già messo in gioco diversi e interessanti fattori lungo tutta la pubblicazione della sua opera, tanto basta per capire che le citazioni al folclore e alla mitologia norrena non sono affatto velate.

Nell’incontro/scontro fra Dorry e Brogy a Little Garden, essi ci narrano della loro provenienza da questo mitico paese, Usopp resta talmente ammaliato dall’esistenza di una popolazione così dedita all’onore e all’orgoglio che decide di perseguire tale via al fine di diventare un grandioso guerriero dei mari, ripromettendosi di visitarla in futuro.

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Nella recente saga di Whole Cake Island abbiamo invece avuto il piacere di assaporare un
piccolo scorcio di tale regno, grazie al flashback di Big Mom è stato constatato che Elbaf non è altri che uno dei tanti villaggi che ne compongono la geografia; Sfogliando le prime tavole, si può ammirare quello che ha tutta l’aria di essere un enorme albero, probabilmente ispirato a Yggdrasil, l’albero della vita nella mitologia norrena: si dice che le sue radici sprofondino sin nel regno degli inferi e che i suoi rami sostengano l’intera volta celeste, tant’è che la fonte della sapienza sarebbe situata proprio a ridosso del paese dei giganti, oltretutto la sorte di Dei e uomini è indissolubilmente vincolata a questo albero.

Questo particolare mi ha fatto immediatamente pensare ai Poneglyph, i 100 anni di Buio e alle armi ancestrali, possibili informazioni su essi potrebbero essere nascoste in queste terre.

Lo stesso anno in cui Charlotte LinLin fu abbandonata sull’isola, nacque il principe Loki, un chiaro riferimento al Dio dell’astuzia e delle malefatte, capace di architettare loschi inganni e tremende cospirazioni, egli è anche uno dei fautori principali del Ragnarok, ovvero la battaglia finale dove le fazioni di luce e oscurità se le daranno di santa ragione, fino alla distruzione totale del mondo e della sua successiva rigenerazione;

potrebbe quindi essere lo stesso Loki il cattivone della saga: Hajrudin a Dressrosa rivela a Rufy che il suo sogno sarebbe quello di rifondare la ciurma dei pirati giganti e quindi di divenire Re di Elbaf, da queste parole si intuisce un pensiero che diverge rispetto al regime che vige attualmente sull’isola.

Il Ragnarok in questo caso rappresenterebbe la battaglia finale, quella dove ci si gioca il tutto per tutto prima della tanto agognata Raftel, ovvero Shanks vs Teach.

Shanks , non a caso, è ispirato ad Erik Thorvaldsson, conosciuto come Erik il Rosso: oltre al rosso cremisi della chioma che li contraddistingue, navigano entrambi a bordo di una Drakkar, l’imbarcazione tipica dei viaggiatori vichinghi, dove la prua era solitamente modellata sotto forma di bestie spaventose quali draghi e serpenti.

Elbaf (“Fable”, letto al contrario), ha tutte le carte in regola per essere il campo di battaglia perfetto per la resa dei conti finale: cospirazioni, imperatori e guerrieri dalla potenza devastante a confronto, non vedo l’ora di gustarmi l’armageddon norreno nella visione “uanpissiana” del Sensei Oda.

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