5 Cose che ho apprezzato di Wano (fino ad ora)

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La saga di Wano è giunta alla fine del suo primo atto, ho apprezzato particolarmente la scelta stilistica e registica con cui l’autore ha indirizzato questo primo frangente.

Andiamo subito ad analizzare i 5 motivi per cui la saga di Wano-Kuni è partita col botto:

1) L’INTRODUZIONE ALLA SAGA:

Teatrale, fulminea ed elegante, il primo capitolo della saga di Wano è l’introduzione perfetta che avremmo tutti voluto vedere: una ridente cittadina presentata in modo impeccabile, la reintroduzione dei personaggi assenti alla precedente saga, con tanto di costumi ad-hoc per la nuova ambientazione, un piccolo flashback che presente un’infarinatura del piano attualmente in atto e Zoro che fa bordello. Motore, Ciak, azione.

2) I NUOVI PERSONAGGI:

Mentirei se dicessi che non ho un debole ogni volta che Oda presente un nuovo protagonista o antagonista: la piccola Tama, l’emblematico Hitetsu, Shutenmaru, O-Tsuru e la bella O-Kiku, ma anche i Gifter e le varie creature che popolano quest’isola, l’armonia con cui si sposano all’ambientazione è sinonimo di una caratterizzazione studiata e ben congegnata, sintomo che il nostro Eiichiro-Sensei è ben lungi dall’essere a corto di idee.

3) L’AZIONE E IL RITMO:

Come dicevo poco fa, sin dall’introduzione, siamo stati catapultati all’interno delle vicende di Wano in modo istantaneo: combattimenti, furti e inseguimenti, scontri di Sumo, misteri e chi più ne ha più ne metta; gli sproloqui e spiegoni tipici non mancano di certo, ma l’azione serrata qui la fa da padrona, ma è perfettamente amalgamata al ritmo con cui le vicende si susseguono fra loro, gestite perfettamente.

4) MONKEY D. RUFY:

Checché se ne dica, ho sempre apprezzato la figura di Rufy, sia come capitano, sia come personalità alla ribalta all’interno di un universo geopolitico notevolmente vasto, sebbene sappiamo sia piuttosto tarato a livello cerebrale (in realtà lo apprezzo anche per questo), da quando è iniziata questa saga ho trovato la gestione del suo personaggio particolarmente ben riuscita: più maturo, più riflessivo e sempre coerente, mantiene comunque il carattere da bonaccione impulsivo che lo contraddistingue, ma qui presenta qualcosa in più, una determinazione senza precedenti.

5) L’ISPIRAZIONE FOLCLORISTICA:

Questo è assolutamente il lato migliore di tutta la saga, in ogni capitolo veniamo sommersi da numerosissime citazioni e rimandi al folclore tipico che contraddistingue il Giappone e l’oriente: architetture, costumi, maschere, quadri, mitologia, religione, ambientazioni e persino mestieri, tutto all’interno di Wano è ispirato a qualcosa di realmente presente all’interno della cultura orientale, è meraviglioso andarsi a spulciare ogni capitolo di settimana in settimana scoprendo da cosa abbia attinto, imparando sempre qualcosa di nuovo e inusuale che può far nascere delle teorie anche piuttosto fattibili, come faccio io con i miei articoli, che trovate QUI.

Insomma, se questo primo atto mi ha entusiasmato a tal punto, non vedo assolutamente l’ora di scoprire cosa Oda abbia in serbo per noi per il prosieguo della saga, e voi, cosa avete o NON avete apprezzato di questo primo atto?

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