D no ishi: Il segreto della Volontà della D

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                     POPOLO DELLA D.

Ma rieccoci, ma rieccoci. Come sempre, io sono il vostro caro Andre D.Elia.

Dovete sapere che, recentemente, ho iniziato a studiare Schopenhauer, un filosofo pessimista dell’Ottocento. Devo dire che mi son divertito a studiarlo, perché l’ho sentito molto vicino al mondo onepiessiano. Egli, infatti, ritiene che la volontà sia la vera essenza della realtà. Ebbene, la parola “volontà” ritorna spesso tra le pagine del nostro amato manga, perché, secondo il mio modesto parere, essa è la chiave per scoprire il segreto dello One Piece. Tutti, infatti, quando cercano di ricostruire la storia che non conosciamo, citano, almeno una volta, la famosa VOLONTÀ DELLA D.                              



           

In quest’articolo, cercherò di ricostruire le più importanti fasi della storia della “D.” fino ad arrivare ai giorni nostri, sulla base dei dati che abbiamo a disposizione. Seguitemi.

                                                     TREspondendo

Ah, scusate, ho sbagliato.

LA NASCITA DELLA D.

Come tutte le cose, anche questa Volontà della D. deve aver avuto un principio. Come facciamo a capire il suo inizio con quei pochi dati che abbiamo? Facile. Dal ruolo che ricopre.

Fa parte del cognome: solitamente, salvo casi eccezionali, esso viene EREDITATO (attenzione a questa parola, che in quest’articolo risuonerà peggio della campana della chiesa a mezzogiorno) dal padre. Esso contraddistingue la famiglia di origine, poichè è comune a tutti i membri della stessa famiglia.

Ciò vuol dire che deve esserci stata una persona, innumerevoli anni fa, ad aver dato origine a una DINASTIA che ha ereditato questa lettera, un capostipite MASCHIO con la D. nel nome.

           

Ovviamente è inutile solamente pensare di supporre questo cognome, ma, se proprio devo tirare un azzardo – e in questo modo mi sto scavando la fossa da solo dandomi la zappa sui piedi – esso potrebbe essere addirittura Monkey.



Perché questa grandissima boiata? L’unica cosa che me lo fa pensare potrebbe essere solo il rimando al protagonista, per quella storia della volontà ereditata che sembra coincidere con la Volontà della D., di cui parleremo dopo.

Ma la mia è una semplice ipotesi, da non prendere nemmeno con le pinze, per quanto è infondata e priva di qualsiasi dimostrazione.

LA DIFFUSIONE DELLA D.

Nel corso dell’avventura dei nostri, abbiamo incontrato diversi personaggi con la D. Per citarne alcuni, abbiamo il protagonista Monkey D.Rufy (con parenti annessi), Marshall D.Teach, Portuguese D.Ace, il caro Gol D.Roger, e così via. Notate una particolarità?

                          NON FANNO PARTE DELLA STESSA FAMIGLIA

Lo si capisce dal cognome che NON hanno in comune: per quanto detto prima, avendo cognomi diversi, non fanno parte dello stesso albero genealogico. C’è solo una cosa che gli accomuna: proprio quella D.

E allora quanto detto prima è falso? No. Come si spiega? Quel famoso capostipite si è sposato con una donna, dando vita a dei bambini, che hanno ereditato il cognome (e la D.), tramandandola ai propri figli e così via. È normale che non tutti questi discendenti siano stati solo maschi; ci sono state anche discendenti femmine, che non avevano il potere di tramandare ai figli il proprio cognome. I figli hanno quindi ereditato il cognome dal marito della discendente, interrompendo così l’ereditarietà del cognome dalla parte di quel ramo della famiglia.

           

E la D., vi starete chiedendo? Ci arriviamo nel prossimo punto. Basta, per ora, sapere che i maschi hanno continuato a tramandare il cognome del capostipite (con la D. inclusa), mentre con le donne si perdeva questa continuità.

LA CONTINUITÀ DELLA D.

Come ha fatto, quindi, la D. a sopravvivere? O meglio, per qual motivo (citazioni ad Aldo, Giovanni e Giacomo a caso) è stata conservata dalle famiglie delle discendenti di sesso femminile?

Possiamo ipotizzare che essa non è solamente una parte del cognome, ma nasconde un significato conosciuto solamente dai discendenti diretti del capostipite, tramandato poi ai figli, i quali, se femmine, decidevano di conservarlo nel nome della nuova famiglia che si andava a creare, per mantenere quella continuità di nome e significato che con i maschi non si perdeva.



Allora esso è un segreto talmente grande e profondo da caratterizzare il più grande mistero di One Piece, secondo solo allo One Piece stesso. Lo ipotizziamo proprio per l’importanza che ricopre nel manga e per le somiglianze tra i vari personaggi che la portano nel nome (accettare la morte con un sorriso, protagonisti di avvenimenti importanti, significato della D. a loro sconosciuto). In molti, nel corso degli anni, si sono domandati per cosa stesse quella lettera, provando a dare varie definizioni. È difficile attribuirgli qualsiasi significato, perché è risaputo che, con Oda, come ci si gira, si sbaglia.                                                 

Il mio pensiero è che essa non sia l’iniziale di una parola che caratterizza la famiglia (Devil, Destiny e compagnia bella), ma che non sia nemmeno una lettera a caso. Cos’è allora?

                     ESSA È L’INIZIALE DEL NOME DEL CAPOSTIPITE

Preso per vero quanto detto ora, allora perché è stata tramandata nel nome la D. (anche dai discendenti delle donne)? Qui siamo di fronte a due possibili strade.

  • Per il suo significato: esso è sconosciuto oggi, perché è diventato una semplice lettera del cognome. Prima – e quando dico prima, dico implicitamente circa 800 anni fa – esso era conosciuto dai membri della famiglia, e corrisponde al preciso volere del capostipite. Il suo vero significato potrebbe essersi perso dopo i cento anni di vuoto. Le date tornano. Ma attenzione ora.

D???. D no ishi. Meglio conosciuto come “Volontà della D” (qui ringrazio un mio caro amico, da solo non sarei mai riuscito a farlo)

“Ishi” indica la volontà del testamento, quindi volontà ereditata (è questa la funzione del testamento) dopo la morte. “No”, credo lo sappiate tutti, è la particella di possesso “di”. Ciò che manca è quella D. Tutta la frase è stata tradotta con “Volontà della D.”. Ma se la traduzione corretta fosse VOLONTÀ DI D.? Allora quella D. indicherebbe l’iniziale di qualcosa o qualcuno, di un nome, L’INIZIALE DEL CAPOSTIPITE DELLA FAMIGLIA DELLA D. (a conferma di quanto detto prima).

Egli allora sarà morto a seguito di un fatto X – che è quasi impossibile da individuare, in quanto possediamo pochissimi dati – circa 800 anni fa, e avrà lasciato alla sua famiglia e ai posteri questa sua volontà, che, a loro volta, hanno tramandato a tutta la dinastia, fino ad arrivare ai giorni nostri, fino ad arrivare a RUFY, che, in quanto protagonista e successore di Roger, è la “reincarnazione” di D.

  • Perché parte del vero cognome: Monkey (?)

Esso è il cognome che ha dato il via a tutto, cognome tuttora esistente (lo vediamo con Garp, con Dragon e con Rufy, che potrebbe continuare la dinastia con Hancock – forse sto fantasticando troppo), il vero cognome di D. Questa parte, ripeto, va presa con estrema cautela, perché non ho nessun dato per supportare la mia ipotesi.

C’è poi una terza strada, presa da coloro che non hanno accettato quest’incarico dato da D., e che hanno voluto dimenticare o nascondere la D. nel loro nome. Un esempio è la famiglia di Trafalgar D.Water Law, che voluto nasconderla.

                                



Ciò ci fa capire che esistono altre persone con la D. nel nome non ancora confermata.

Quindi, riordiniamo le idee.

Circa 800 anni fa, esisteva D., un uomo che aveva un progetto da portare a compimento. Per un evento a noi sconosciuto, il Governo Mondiale, che si andava formando, decise che era meglio eliminarlo, in quanto avrebbe compromesso tutto ciò che si stava verificando in quel periodo (per l’appunto, la sua formazione). Egli fu giudicato pericoloso dagli antenati dei Draghi Celesti (nemico degli dei) e fu eliminato. Il suo progetto non fu mai compiuto, ma egli, in punto di morte, diede ai suoi discendenti il compito di portarlo a termine. Da loro fu implementata la D. nel nome, per evitare di dimenticare quel grande progetto incompiuto. Il Governo Mondiale venne a sapere ciò e comincio a “cacciare” i discendenti di D., come i romani con i cristiani – per intenderci – e il segreto venne dimenticato dai posteri. Ma venne un uomo, 800 anni dopo. GOL D.ROGER.

                                                 ROGER SAPEVA

Roger conosceva tutti i segreti riguardante la D.

            

E allora perché non ha portato a compimento la volontà che ha ereditato nel nome? Non si sentiva pronto? Non era lui l’uomo aspettato da D.? Queste possono essere valide supposizioni, dal momento che la missione potrebbe essere compiuta solo da una particolare persona.

E se Roger non avesse avuto tempo? Ricordate di una certa malattia incurabile, vero? Anch’ essa potrebbe essere stata una delle cause del “passaparola” da Roger a un altro, “l’uomo che Roger – e D., oserei aggiungere – stanno aspettando.

 

Ma cosa c’entra in tutto questo Schopenhauer?

Miei cari ragazzi, dovete sapere che la volontà di Schopenhauer ha le stesse caratteristiche della Volontà della D. Infatti, essa:

  • È inconsapevole (fino ad ora, nessuno conosce il vero significato, pur possedendola)
  • È unica, al di fuori dello spazio, del tempo e da ogni individuazione (sta lì da circa 800 anni ed è comune a tutta la famiglia)
  • È INDISTRUTTIBILE (il suo fuoco è inestinguibile, dice Barbabianca)
  • È incausata e senza scopo, perché vuole solo affermare sé stessa.

Per ora mi sembra che le somiglianze ci siano, e piuttosto precise, aggiungo. Continuiamo.

           VOLONTÀ SIGNIFICA DESIDERARE QUALCOSA CHE NON HO

Ecco da cosa nasce. D. muore senza aver compiuto qualcosa, una missione, un desiderio, una promessa. Una promessa. UNA PROMESSA.

                                    JOY BOY

             

L’umano della terraferma che più di 800 anni prima aveva fatto una promessa alla Principessa Sirena del tempo. Potrebbe essere lui il capostipite della famiglia della D.? Potrebbe essere che questo era solo un suo soprannome (altrimenti mi salta tutta la teoria, accidenti a me). La Noah (che vuol dire “Seconda Promessa”) potrebbe essere la chiave per completare il progetto. Ma perché Seconda? Vuol dire che c’è dell’altro, prima di poter parlare della Noah.



Il tutto sembra tornare: il come, il quando. Manca solo la motivazione.

Ma qual è, secondo Schopenhauer, l’unico modo per rompere la catena delle volontà che lega gli uomini (nel nostro caso, i possessori della D.)? UN PERCORSO ASCETICO, che porta al NIRVANA, un OCEANO DI PACE INTERIORE, uno stato in cui l’uomo è aldilà di ogni razionalità e logica. In questo modo si può rompere la catena di volontà e liberare il mondo dalla sofferenza.

In termini onepiessiani, il giorno in cui un uomo che porta la D. nel nome raggiungerà il “Nirvana” (evento sconosciuto), porterà a termine la missione che D. ha dato ai suoi discendenti, chiudendo così una grande catena durata oltre 800 anni. Questo è il compito che Roger ha lasciato a Rufy: la LIBERAZIONE DEL MONDO DALLA SOFFERENZA (se vediamo la faccenda con gli occhi di Schopenhauer).

 

Che cosa ne pensate? Intendo dire che mi sono divertito moltissimo a pensare a questa teoria, avendo fantasticato moltissimo. La mia mente è paga, le vostre? Fatemi sapere cosa ne pensate.

Andre D.Elia

 

 

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