Rufy è davvero morto nel capitolo 1043?

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Rufy è morto nel capitolo 1043?

La risposta è ni. Vi spiego il mio punto di vista.

Il capitolo 1043 è stato un grande capitolo da parte di Oda e ha sorpreso un po’ tutti. Di contro, però, ha lasciato molte domande alle quali non riceveremo risposte almeno fino all’uscita del prossimo capitolo (tra due settimane, c’è pausa), se non addirittura oltre. Il dubbio più grande che ha voluto instillare in noi Oda è se Rufy sia “morto” o meno.

Chi conosce l’opera sa quanto in One Piece sia raro vedere personaggi morire anche quando sembra abbastanza evidente (vedi Pell e Pound). Solitamente si vede la morte a patto che sia utile ai fini di trama (vedi Ace e Barbabianca). Risulta difficile, quindi, credere che il protagonista dell’opera sia morto, poiché la storia non potrebbe andare avanti senza di lui.

MA

Rufy è davvero morto in questo capitolo. O almeno per qualche attimo. Mi spiego peggio.

Il capitolo si apre con Rufy che rilascia tutta l’aria che tratteneva per il Gear Fourth e viene dichiarato sconfitto da Kaido. In questo momento Momonosuke dichiara di non sentire più la “voce” di Rufy, come se si fosse spento. Rufy è qui distrutto, a terra, con gli occhi sbarrati e con un’onomatopea che trasmette il silenzio, la totale assenza di rumori e la conseguente assenza di battito cardiaco.

 

Dopodiché Kaido, che nel frattempo raggiunge la zona interna del castello, dichiara a tutti che Rufy “è morto”. Vediamo quindi Chopper scoppiare in lacrime, Nami urlare di non credere alle parole di Kaido perché Rufy non può avere perso, né tantomeno essere morto. Ma più importante, Law che parla anch’egli di “voce” scomparsa, rifacendosi alle parole di Momo. Terzo elemento che rimanda alla morte.

 

Nessuno percepisce più il suo spirito, sembra davvero morto in quegli istanti. Ma subito dopo succede qualcosa. Il cuore riprende a battere. Un’altra onomatopea ce lo comunica, subito dopo il soffio del vento.

L’intensità aumenta e Rufy inizia a muovere le dita della mano. Anche Zunisha percepisce i suoi battiti che echeggiano come “tamburi della liberazione” e lo portano ad affermare che Joy Boy è tornato dopo 800 anni. E poiché Rufy è la reincarnazione di Joy Boy nell’attuale epoca, si riprende e sorride.

 

Rufy, quindi, è morto per qualche istante. È come se si fosse ritrovato in uno stato di catalessi per alcuni attimi. E per qualche motivo che non ci è ancora dato sapere, ha ripreso a vivere. Chissà che non fosse necessario vedere proprio la “morte” da vicino per sbloccare il risveglio del frutto… Lo scopriremo presto.

 

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One Piece è un manga scritto e disegnato da Eiichirō Oda, serializzato sulla rivista giapponese Weekly Shōnen Jump di Shūeisha dal 19 luglio 1997. La casa editrice ne raccoglie periodicamente i capitoli anche in volumi formato tankōbon, di cui il primo è stato pubblicato il 24 dicembre. L’edizione italiana è curata da Star Comics, che ne ha iniziato la pubblicazione in albi corrispondenti ai volumi giapponesi il 1º luglio 2001. La storia segue le avventure di Monkey D. Luffy, un ragazzo il cui corpo ha assunto le proprietà della gomma dopo aver inavvertitamente ingerito il frutto del diavolo Gomu Gomu. Raccogliendo attorno a sé una ciurma, Luffy esplora la Grand Line in cerca del leggendario tesoro One Piece e inseguendo il sogno di diventare il nuovo Re dei pirati

One Piece è adattato in una serie televisiva anime, prodotta da Toei Animation e trasmessa in Giappone su Fuji TV dal 20 ottobre 1999. L’edizione italiana è edita da Merak Film ed è andata in onda su Italia 1 dal 5 novembre 2001 per poi continuare su Italia 2 nel 2012; inizialmente intitolata All’arrembaggio!, la serie ha avuto diversi cambi di denominazione nel corso delle stagioni, fino ad assestarsi sull’originale One Piece. Toei Animation ha prodotto inoltre 11 special televisivi, 13 film anime, due cortometraggi 3D, un ONA e un OAV. Svariate compagnie ne hanno tratto merchandise di vario genere, come colonne sonore, videogiochi e giocattoli.

One Piece ha goduto di uno straordinario successo. Diversi volumi del manga hanno infranto record di vendite e di tiratura iniziale in Giappone. Con trecento milioni di copie in circolazione al 2014 l’opera è il manga ad avere venduto di più al mondo. Il 15 giugno 2015 è entrato inoltre nel Guinness dei primati come serie a fumetti disegnata da un singolo autore con il maggior numero di copie pubblicate: oltre 320 milioni.

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