Bibi Nefertari nel nome di una grande regina

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Bibi Nefertari, la bella e fiera principessa del regno di Alabasta, portatrice del nome della “grande sposa reale” di Ramses II

Il regno di Alabasta è fortemente ispirato all’Egitto. Il clima, i vestiti degli abitanti del regno, perfino alcune strutture e personaggi, come Chaka e Pell, ricordano questa terra ricca di storia. Non poteva certo essere un’eccezione il nome dell’antica e nobile famiglia reale; infatti, Bibi e Cobra Nefertari prendono il nome da una regina vissuta più di 3300 anni fa.

Benché le origini della regina Nefertari siano sconosciute, si ipotizza che fosse una donna aristocratica nata nel 1295 a.C. Il suo nome significa “la più bella” o “la perfetta” e spesso veniva accompagnato da un secondo nome “Merimut”, ossia, “l’amata della dea Mut”, la dea-madre che dona la vita. La sua bellezza, infatti, è stata riportata sia dai testi scritti che da molteplici opere pittoriche e scultoree arrivate fino ai giorni nostri. Il suo fascino e la sua istruzione le permisero di essere ricordata non solo per il suo titolo, ma anche per la sua influenza politica.

Sembra infatti che Nefertari non solo presenziasse accanto al faraone durante le cerimonie ufficiali e prendesse parte agli atti di governo, ma fosse anche molto attiva in politica estera. Grazie al ritrovamento di alcuni reperti, gli studiosi hanno scoperto che esisteva un vero e proprio scambio epistolare tra Nefertari e Puduheba, la regina degli ittiti. Fu infatti durante il regno di Ramses II che si raggiunse la pace tra i due popoli. Una pace che durò per tutto il longevo regno del faraone e anche dopo la sua morte. A sugellare questo patto, oltre ad un documento scritto sia in alfabeto cuneiforme che in geroglifico, fu il matrimonio tra il faraone e una principessa ittita. Maathorneferura, figlia di Puduheba, divenne poi “grande sposa reale” del faraone molto tempo dopo la morte di Nefertari.

Il tempio minore

Ramses II è stato uno dei faraoni che più di tutti ha commissionato opere grandiose. Una di queste è il Tempio minore, nel complesso monumentale di Abu Simbel, dedicato alla dea Hator, dea dell’amore e delle passioni, e a Nefertari. Si tratta di un monumento riconosciuto come patrimonio dell’umanità dal 1976. Situato a un centinaio di metri più a nord del tempio maggiore, il tempio di Nefertari si presenta con una serie di statue all’ingresso, rappresentati i due coniugi e i loro figli. A sottolineare l’importanza di Nefertari è la dimensione della sua statua. Infatti, la donna non è solo raffigurata come più alta dei suoi figli, ma è anche delle stesse dimensioni del faraone suo sposo.

Secondo una leggenda, la regina Nefertari morì proprio durante la visita ufficiale per l’inaugurazione di questo tempio. Infatti, anche se la sua morte si fa risalire al 1255 a.C., non si hanno documenti scritti che documentino precisamente dove e in che modo la regina sia morta.

La dimora eterna

Nonostante l’imponenza e la maestosità del tempio minore, è un altro il monumento che ha reso più famoso e immortale il nome di Nefertari: la sua tomba nella valle delle regine. La tomba venne scoperta nel 1904 dall’egittologo italiano Ernesto Schiaparelli, purtroppo già saccheggiata e in parte danneggiata. Gli unici pezzi ritrovati furono i pezzi di un sarcofago in granito rosa, alcuni pezzi del corredo funerario e dei frammenti di arti inferiori di una mummia femminile. Questi reperti sono oggi conservati al museo egizio di Torino. Nonostante la tomba fosse stata spogliata di gran parte di ciò che custodiva, il suo tesoro più grande sono le bellissime pitture delle pareti. Si tratta di un vero e proprio capolavoro dell’arte egizia, che non solo narra la storia del viaggio di Nefertari verso la vita dopo la morte, ma è anche un ricco esempio dell’iconografia e del simbolismo dell’antico Egitto.

Purtroppo, la tomba è stata spesso chiusa al pubblico per i gravi danni causati da infiltrazioni e altri agenti provenienti dall’esterno. Dal 1986 al 1992 fu necessario un vero e proprio lavoro di restauro, al quale presero parte anche diverse squadre italiane. Anche se la tomba venne successivamente riaperta nel 1995, la sua storia ha continuato ad intervallarsi tra periodi di chiusura e parziale apertura.

Bibi Nefertari, principessa di pace

Da ciò che ci è stato tramandato di Nefertari, possiamo immaginarla come una regina fiera, orgogliosa, bella tanto nel corpo quanto nell’animo. Una regina devota al suo popolo e dedita alla ricerca della pace. Queste parole descrivono perfettamente anche Bibi, la principessa che ha sempre lottato con tutta se stessa per proteggere la sua gente. Una ragazza sulle cui spalle poggia il peso di una storia antica e che molto probabilmente sarà decisiva in One Piece per la costruzione di un nuovo mondo all’insegna della pace. Non c’era nome di regina che calzasse meglio alla principessa di Alabasta. Allo stesso tempo, non c’era principessa di One Piece a cui Nefertari sarebbe stata più fiera di affidare il proprio nome e la propria volontà.

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