Il Grande Regno, il cerchio e la croce

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[articolo di OnePieceLab]

Salve a tutti. Oggi parliamo dell’Antico Regno o Grande Regno che dir si voglia. 
Prima di cominciare ringrazio il mio amico Il Re dello Hyena Team che mi ha fornito parecchio materiale su cui lavorare e che trovate fra le fonti.

Cominciamo dalla fine della Teoria sulla Redline. Per chi non l’avesse ancora letta, la trova QUI.

  1. Raftel viene a coincidere con l’Indonesia: qui anticamente regnò un certo Joyoboyo.
  2. Logue Town viene a coincidere con il Giappone: i luoghi dove tutto è cominciato.
  3. Il Nuovo Mondo comincia dove si trova l’America: anticamente definita proprio Nuovo Mondo.

In questa trattazione prenderemo in considerazione soltanto il primo punto, che è quello di nostro interesse.

Cosa sappiamo di Raftel?

Raftel è un’isola. L’ultima isola del Nuovo Mondo. Da 800 anni a questa parte gli unici ad averla raggiunta son stati Roger e la sua ciurma, grazie al Rio Poneglyph, cioè l’insieme di informazioni raccolte sui vari PG disseminati in tutta la Grand Line. E’ Roger stesso che, attraverso quello scritto lasciato in calce al campanile d’oro di Shandora, suggerisce a chiunque fosse stato in grado di capire, di proseguire fino agli estremi confini del mondo per scoprire la verità.
Eppure in molti vi si saranno avvicinati, in primis gli Imperatori, ma nessuno di loro, nonostante la propria forza o i propri poteri, è riuscito a trovare Raftel. Anche per questo motivo nell’accezione comune è considerata un’isola leggendaria. 
Stando a ciò che Roger dice a Barbabianca poco prima di consegnarsi alla Marina, esiste un modo fattuale per trovarla ed accedervi. Questa informazione Roger l’ha dedotta, verosimilmente, “ascoltando” il contenuto dei PG. Evidentemente chiunque può raggiungerla grazie a questa indicazione, e non serve avere la D. nel nome, essere fruttati, o avere chissà quale potere. 
Sarebbe altresì logico pensare che se le penultime isole del Nuovo Mondo (cioè quelle che chiudono la serie magnetica indicata dai Log Pose) sono abitate, coloro che ivi risiedono potrebbero avere più possibilità di trovare Raftel, anche casualmente, navigando fino alle spalle della Reverse Mountain. Invece in 800 anni ciò non è mai successo. 

Cosa sappiamo dell’Indonesia?

Come il Giappone, patria del nostro sensei, è un arcipelago. Conta più di 17000 isole, di cui 5 le maggiori: Sumatra, Kalimantan, Giava, Nuova Guinea e Sulawesi. 
Fra il 1135 e il 1157 d.C. fu governata dal re Sri Mapanji Jayabaya o Jayabhaya (in Giavanese: Joyoboyo). Costui viene ricordato per aver regnato con equilibrio e intelligenza, portando prosperità al regno. Egli incarnava l’archetipo del cosiddetto Re Giusto, poichè portò giustizia sociale, ordine e armonia in quelle terre. In quanto giavanese, credeva in una storia ciclica di epoche che si alternano tra prosperità e sofferenza. 
Ci sarebbe da dire ancora un fascicolo di roba sull’Indonesia e sulla sua storia, ma ci basti al momento questo.

Cosa sappiamo del Grande Regno?

L’unico massimo esperto in merito, il prof. Clover, è morto poco prima del bombardamento di Ohara, su ordine di uno dei cinque astri. La scena penso l’avrete tutti in mente. Poco prima di morire, Clover cominciò a vuotare il sacco, elencando una dopo l’altra, in maniera molto chiara e comprensibile, le sue deduzioni. Lui era convinto che i Poneglyph erano stati creati dal Grande Regno per preservare in eterno determinate informazioni, che se scritte su carta o libri sarebbero state irrimediabilmente distrutte. Da ciò lui ha dedotto che qualcuno voleva mettere a tacere queste persone. Ciò che loro avevano da dire al mondo non si sarebbe dovuto scoprire. 
Questo qualcuno, secondo il prof. Clover, è l’attuale Governo Mondiale, e arriva a questa conclusione poiché subito dopo i 100 anni di vuoto tale organizzazione prende vita. Se è vero che il Grande Regno aveva dei nemici, e che tali nemici avrebbero fatto di tutto per occultare la loro presenza alla storia cancellando ogni loro traccia dal mondo (come poi han fatto), allora in quei 100 anni sarà sicuramente scoppiata una guerra fra il Grande Regno e quella che noi sappiamo essere (grazie a Doflamingo) la Coalizione delle 20 famiglie. I vincitori di quella guerra hanno scritto la storia per i successivi 800 anni, incapaci però di eliminare quei blocchi sebbene fossero consapevoli della loro presenza. Ecco allora che scatta il divieto categorico di cercarli, studiarli e tradurli. 

Mi soffermo per fare una precisazione che ritengo importante.
Il popolo di Ohara non aveva alcun potere particolare. Da 5000 anni coltivavano cultura, ossia da quando piantarono il seme dell’albero dell’Onniscienza. I Poneglyph, se studiati, possono essere tradotti; d’altronde sono stati costruiti proprio per questo. Il Governo ne vieta la ricerca perché sa che basta studiarli per venirne a capo, proprio come hanno fatto i ricercatori di Ohara; è chiaro che servono anni e anni di studio e una preparazione non indifferente… e chi meglio di loro, dico io. Certo, è anche vero che a volte aiuta anche essere predisposti, come Nico Robin, per apprendere molto più velocemente, oppure basta avere il potere di ascoltare le cose, come Roger, e il gioco è fatto, ma in linea di massima chiunque con un’adeguata e, oserei aggiungere, elevatissima preparazione può tradurre i Poneglyph.

Torniamo a Clover.
Egli continua parlando proprio del Grande Regno, per quel poco che è riuscito ad estrapolare dai PG studiati durante la sua vita. 
 

 

 

 

Vediamo quali sono le informazioni principali:

  1. la nomea di “Grande Regno” era soltanto un appellativo, derivante probabilmente dall’estensione dello stesso; 
  2. tale regno possedeva un enorme potere;
  3. prosperava e aveva ben precise ideologie;

In particolare, asserisce Clover, la reale minaccia per il futuro Governo Mondiale non erano tanto le armi ancestrali, ma proprio queste ideologie. Non sa che tipo di minaccia potessero rappresentare, ma la chiave di tutto sta proprio nel nome del Grande Regno. Questo nome, in altre parole, può aiutare a capire perché tali ideologie rappresentassero e rappresentino tutt’ora la più grande minaccia per il Governo Mondiale.

Cosa sappiamo del Governo Mondiale?

Esso venne creato subito dopo i 100 anni di vuoto e annovera al momento 170 nazioni fra le sue schiere. 
La massima autorità politica è rappresentata dai Cinque Astri di Saggezza, quindi abbiamo le Venti Famiglie Reali e i loro discendenti, i Nobili Mondiali. Dispone di un braccio armato che è la Marina, e di un’agenzia di servizi segreti che è il Cypher Pol. Dispone anche di un’elite di scienziati capitanata dal Dr. Vegapunk.
Ha inoltre un’alleanza con sette fra i pirati più temibili al mondo, a cui fornisce privilegi speciali in cambio di sostegno nella lotta alla pirateria. 

Appare chiaro come sia un’associazione verticistica a stampo totalitario. La gerarchia è rigida e la mentalità molto conservatrice. Hanno dato più volte dimostrazione di intransigenza, ipocrisia e ignoranza, usando la forza bruta per asfaltare chiunque gli si opponesse. 
Hanno inoltre commesso atti deplorevoli in nome della Giustizia Assoluta e della Scienza, in forza di quello che potremmo quasi definire il loro motto, ossia: “il fine giustifica i mezzi”. 

Il simbolo che li rappresenta è questo:

Una croce greca con cinque elementi circolari, tutti interconnessi. 
Proviamo a capirne il significato. I quattro bracci hanno tutti la stessa lunghezza, sinonimo di equilibrio e giustizia. Tuttavia suddividono lo spazio in quattro parti identiche, non comunicanti, a simboleggiare la volontà di compartire in modo equo. I cinque elementi richiamano ai cinque astri di saggezza, che come abbiamo visto sono la massima autorità politica, ma richiamano anche alla geografia del mondo, diviso da due grandi linee ortogonali in quattro grandi mari, il cui centro è la sede del governo stesso, ossia Marijoa. 
 

La croce ha anche un significato religioso, che richiama proprio alla nomea di Marijoa quale “terra sacra”, ma anche alle sfumature oscurantiste di parecchi suoi abitanti. 
In altre parole, lo stemma del Governo Mondiale rappresenta intrinsecamente proprio la sua ideologia, ossia quella di controllare il mondo intero, fino alle sue estremità, attraverso un potere centralizzato e concentrato nelle mani di pochi “saggi”. Si evince inoltre la volontà di mantenere questo mondo diviso, non solo a livello geografico ma soprattutto a livello sociale, attraverso l’adozione di una rigida gerarchia e di una netta distinzione classista e razzista.

Esiste un simbolo che possiamo considerare contrapposto alla croce? Si, ed è il cerchio
Il cerchio rappresenta perfezione, omogeneità, assenza di divisione, assenza di distinzione. Nel cerchio non esiste un inizio né una fine e richiama a qualcosa di ciclico, che continua a ripetersi all’infinito. Proprio per questo viene visto come simbolo del rinnovamento e dell’evoluzione. Nel cerchio tutti i punti della circonferenza sono equidistanti dal centro. Se lo si immagina come estensione del punto si può avere un’idea concreta di unità, omogeneità ed eguaglianza.

N.B. Se inizia ad accendersi qualche lampadina siete sulla buona strada (Y)

A questo punto, proviamo a comporre il puzzle. 
Ricapitolando, nell’opera di Oda abbiamo:

  • un’isola di nome Jaya, con una città d’oro chiamata Shandora, dove è nascosto un Poneglyph con l’ubicazione di una delle tre armi ancestrali; la città di Shandora nel 1122 (come riportato nel diario di Noland) era prosperosa e fiorente; inoltre Nico Robin fra le rovine vi trova la seguente scritta: “Preserva dentro di te la reale motivazione e non parlarne con nessuno. Noi siamo coloro che tessono la storia, accompagnati dal suono del grande campanile.”
  • un personaggio di nome Joyboy, in grado di scrivere nella lingua del Grande Regno, autore della lettera di scuse indirizzata alla Principessa Poseidon;
  • un’isola leggendaria di nome Raftel, ultima isola della Grand Line, dove si crede sia nascosto il One Piece;
  • -alcuni personaggi con una D. nel nome, che, nell’accezione comune, hanno potenzialmente la capacità di influenzare il corso della storia, e molti di coloro che fino ad ora ci sono stati presentati hanno effettivamente avuto un ruolo cruciale nello svolgimento della trama;
  • un pirata, Gol D. Roger, definito il Re per essere riuscito là dove chiunque, per 800 anni, aveva fallito, raggiungendo Raftel e venendo a conoscenza di quel vuoto storico di 100 anni;
  • un altro pirata, Edward Newgate alias Barbabianca, da tutti creduto il successore di Roger, che viene a conoscenza proprio per mano di costui dei segreti della D., del One Piece e del modo per raggiungere Raftel. Ebbene, come ha sapientemente spiegato il mio grande amico Re Barbanera in questa trattazione (link), in punto di morte a Marineford dice che il One Piece, inteso come il grande tesoro che unisce gli uomini, esiste davvero.

Questa frase: il grande tesoro che unisce gli uomini, è il punto cruciale, ma fra poco c’arriviamo.

Considerando che nella realtà esiste un’isola di nome Jawa (Giava in italiano), una delle cinque maggiori isole dell’arcipelago indonesiano, in cui un tempo (fra il 1135 e il 1157 d.C.) un re di nome Joyoboyo, conosciuto come il miglior re nella storia di quel regno, governò con giustizia e lungimiranza, rendendola prospera e fiorente, potremmo correttamente supporre che Oda si sia liberamente ispirato all’Indonesia e alla sua storia per ricreare il Grande Regno
Dalla Teoria sulla Redline abbiamo visto che geograficamente non è Jaya ma Raftel a coincidere con l’Indonesia. Dunque è possibile che il Grande Regno, proprio perché grande, comprendesse diverse isole (proprio come il governo mondiale annovera 170 nazioni) e che, durante il regno di Joyboy, la capitale fosse proprio Shandora, nell’isola di Jaya. 

Anticamente questa città era, infatti, una città d’oro. Il motivo di tanto sfarzo potrebbe risiedere nel fatto che fosse la capitale di un regno ricco e prospero, proprio come lo era il Grande Regno. D’altronde tutte le capitali, sia dell’antichità che dell’era moderna, si distinguono per sfarzi, attrazioni, opere e via dicendo.

Un altro elemento che mi spinge a supporre la presenza di Joyboy a Jaya è il PG con l’ubicazione di Poseidon. Perché mai incastonare proprio qui questo blocco? E’ possibile che qualcuno, sopraffatto dai rimorsi per non aver mantenuto una qualche promessa, abbia scelto una pseudo forma di redenzione attraverso la protezione indiretta di quel popolo e del loro potere?
Sono portato a credere, in altre parole, che Joyboy abbia ordinato agli Shandia, subito dopo aver respinto la Coalizione alle porte di Shandora, di proteggere il PG con l’ubicazione di Poseidon non solo in quanto arma ancestrale e quindi potenzialmente in grado di distruggere il mondo in mani sbagliate, ma anche perché indirettamente aveva tradito la fiducia degli uomini pesce e della principessa Poseidon attraverso quella promessa non mantenuta, per cui la protezione di quel blocco poteva esser diventata una questione d’onore, che ben si addice ad un personaggio ispirato ad un Re Giusto. La costruzione di un blocco esclusivamente per porgere le proprie scuse ne è la conferma.

Sempre a Shandora, fra le rovine, Nico Robin rinviene una scritta: 

“Preserva dentro di te la reale motivazione e non parlarne con nessuno. Noi siamo coloro che tessono la storia, accompagnati dal suono del grande campanile.”

E’ una frase molto criptica, che lascia spazio a molteplici interpretazioni. Provo a dare la mia:
Se hai un sogno, serbalo dentro di te e non farne parola con nessuno. Noi siamo coloro che fanno la storia ad ogni rintocco di campana.”

Evidentemente queste persone avevano un sogno, un ideale. Dalle parole di Clover sappiamo che questo ideale era talmente “rivoluzionario” da rappresentare una minaccia per ben 20 regni. Credere in quel sogno è costata loro l’esistenza. Probabilmente è per questo motivo che l’autore di quella frase si sentì di consigliare ad eventuali posteri di serbare i propri sogni senza diramarli, perchè probabilmente non sarebbero stati accolti da tutti allo stesso modo. Inoltre, specificare chi fossero, mette la curiosità di indagare ancora, quasi fosse un invito sia a scoprire cosa queste persone avessero fatto o avessero avuto intenzione di fare, sia ad imparare, seguendone le orme, per cercare di riuscire la dove loro avevano fallito. 
In questo senso i possessori della D., come affermato più volte durante il manga, sembrano avere proprio la capacità di influenzare il corso degli eventi. Che siano i discendenti di quel Grande Regno? Che sia per questo che il Governo Mondiale li teme più di qualunque altra persona?
Si tratta solo di una mia interpretazione. Le cose potrebbero essere completamente diverse. Tuttavia, qui si intravede un modello che ricorre in tutto il manga: 

Joyoboyo, come affermato in precedenza, credeva in una storia ciclica di epoche che si alternano tra prosperità e sofferenza. Ricordate qualcuno che disse una cosa simile?
 

Esatto. Roger era convinto che la ciclicità della storia, nel suo continuo evolversi da un’epoca ad un’altra, non potesse essere fermata. Il credere nella volontà ereditata significa, in altre parole, credere che la storia possa ripetersi, in un ciclo infinito che rimarrà tale finchè le persone avranno sete di libertà.
Un altro possessore della D. affermava una cosa simile riguardo ai sogni dell’uomo:

Continua a riproporsi lo stesso modello: un ciclo infinito… di volontà che vengono ereditate, di sogni partoriti dall’uomo e di ere che si susseguono, in nome dell’unico vero dio: la libertà.
D’altronde ne abbiamo prova nel manga stesso. Possono passare anche secoli, ma prima o poi una volontà verrà ereditata, un sogno verrà nuovamente partorito e un’era finirà, mutando in un’altra.

Ritengo verosimile dunque che i possessori della D. siano direttamente legati a quel Grande Regno ormai scomparso. Probabilmente ne saranno i discendenti, o come ipotizzato nella Teoria della Genesi, potrebbero essere persone che ne hanno ereditato la volontà. Si parla spesso di volontà della D. … si parla spesso di rivoluzioni legate a questa volontà … eppure dalla storia sappiamo che la rivoluzione maggiore sarebbe arrivata al concretizzarsi degli ideali e dei sogni di quel Grande Regno. Dunque non sarebbe sbagliato ipotizzare che la volontà della D. non sia altro che la volontà di quel regno, e che la bramosia di libertà di Roger, di Rufy e degli altri possessori della D., sia retaggio di quello stesso antico sogno di libertà.

Credo sia chiaro, a questo punto, quale fosse quell’ideale. In caso contrario, riprendo la magnifica scoperta di Re Barbanera: il One Piece non è altro che il grande tesoro che unisce gli uomini (cit. Barbabianca).
Per capire meglio cosa voglia dire questa frase torniamo ai simboli di prima (e qui entriamo nel clou della teoria): la Croce e il Cerchio.

Il significato della croce, ripeto, si focalizza sull’accentramento del potere, sulla divisione del mondo e sul dominio totale di questo. In altri termini, si concretizza il concetto di un mondo prigioniero della Giustizia Assoluta.
Il cerchio invece richiama omogeneità, uguaglianza, unità, perfezione. In particolare non sussiste alcuna divisione, distinzione o discriminazione all’interno di esso. Come dicevamo prima, non avendo un inizio e una fine richiama il concetto di infinito e di ciclico. Ma soprattutto, richiama il concetto di Libertà.

Apro una breve parentesi di attualità.
Non so quanti di voi abbiano già fatto mentalmente questo collegamento ma la bandiera del Giappone è molto, molto simile:

il cerchio rappresenta il sol levante, che è sinonimo di inizio, di nascita o rinascita.  Il sole, tra i simboli araldici più antichi, è l’antenato leggendario della dinastia imperiale, da essa usato per almeno seicento anni, forse addirittura mille. Non deve sorprendere un riadattamento di questo simbolo da parte di Oda, proprio in quanto Giapponese. Il Giappone è infatti una monarchia costituzionale, che vede al vertice politico la figura dell’Imperatore. 

Si sa che la Monarchia non è come la Democrazia, specialmente in termini di Libertà.
Potrebbe darsi, dunque, che nell’opera di Oda vi sia nascosto un desiderio latente di vedere un Giappone più libero e più democratico. Ma mi fermo qui, perchè la politica esula da questa trattazione.

Torniamo quindi al Grande Regno, il cui simbolo potrebbe essere stato verosimilmente proprio un cerchio, esattamente come la bandiera del Giappone, anche se il significato che c’è dietro ovviamente, come abbiamo visto, è abbastanza diverso.
In questo caso infatti si spiegherebbe:

  • il fatto che alcuni possessori della D. rievocano il modello ciclico;
  • l’ideale di libertà che si contrappone al totalitarismo del Governo Mondiale.

Ma la cosa più sensazionale sta proprio nel significato di One Piece. Il grande tesoro che unisce gli uomini è dunque un sogno o un progetto, se vogliamo, ossia quello di rendere il mondo, un mondo unito, senza distinzione fra razze o classi sociali. E non parlo soltanto a livello metaforico, ma anche geografico.
Le due figure di prima rappresentano due visioni differenti del mondo. Geograficamente parlando, nella prima le barriere sono dovute alla Redline e alla Grandline, mentre nella seconda non sussiste nulla di tutto ciò.

Se riprendiamo la Teoria della Redline, vediamo come un tempo il mondo fosse semplicemente un oceano sconfinato, disseminato di isole. E’ solo successivamente che si ha la formazione della Redline e della Grandline. In altre parole, c’è stato un tempo in cui il mondo era un One Piece, e il sogno di quel Grande Regno era proprio quello di riportare il mondo a quello stadio, perlomeno parzialmente, in modo da concretizzare quel modello di libertà.

E qui entrano in gioco le armi ancestrali. Ora io mi chiedo, dopo tutto quello che abbiam visto… che utilità potevano avere queste armi così potenti in mano ad un regno che sognava un mondo libero e giusto? Sarebbe del tutto fuori luogo pensare che se ne volesse servire per dominare il mondo, perchè non era questo il suo obiettivo. D’altronde perfino Roger e Rufy, se è vero che hanno ereditato la volontà di quel regno, non hanno mai dimostrato di essere interessati a conquistare il mondo, ma solo ed esclusivamente a raggiungere il maggiore status di libertà.
Sarebbe poco corretto anche ipotizzare che queste armi dovevano servire a combattere la Coalizione. Se è vero che il loro potenziale distruttivo è così elevato, il Grande Regno non avrebbe vinto, ma stravinto.

Ma c’è anche un’altra questione che non mi torna. Se la vera storia di quei 100 anni si incentra sull’ideale di libertà e di un mondo unito e giusto, perchè mai ricordare ai posteri, tramite i Poneglyph, dell’esistenza di queste tre armi ancestrali? Avranno sicuramente messo in conto la possibilità che quella informazione cadesse nelle mani sbagliate, e a quel punto si sarebbe realizzato l’esatto contrario di ciò che loro auspicavano: cioè un mondo di morte e distruzione, governato col pugno di ferro e con la violenza.

Evidentemente queste armi avevano un altro scopo. Uno scopo sicuramente più pacifico. Basti pensare alle scoperte della nostra scienza. La fissione dell’atomo non aveva come obiettivo la costruzione della bomba atomica, così come Pluton, secondo me, non era stata progettata per distruggere insediamenti umani. E’ chiaro che un’arma di quel tipo apriva un ventaglio molto ampio di utilizzi e nell’accezione comune passò l’idea che servisse a distruggere il mondo, che è una mezza verità, alterata e veicolata ad hoc dal Governo Mondiale semplicemente per vietare a chiunque di tradurre i PG e scoprire la verità.
Lo scopo di un’arma come Pluton, definita come quella dal maggiore potenziale distruttivo, doveva servire a realizzare un mondo unito e libero. Come? Ci sarete già arrivati, ma ve lo dico lo stesso: abbattendo la Redline nei due punti di intersezione con la Grandline. Probabilmente, così come questa idea divide coloro che ne prendono atto nella realtà e insinua perplessità a volte importanti, allo stesso modo credo che abbia spiazzato Roger e la sua ciurma quando ne sono venuti a conoscenza sull’isola di Raftel.
Come facevo già presente nella teoria della genesi, le parole di Rayleigh a Robin devono fare riflettere. Egli afferma che non sono ancora pronti a reggere il peso di quella verità. Non avrebbero ne i mezzi ne le conoscenze per poter sfruttare quella scoperta. Sembra quasi che voglia dire loro di continuare lungo il loro viaggio e arrivare fino in fondo, così come aveva scritto Roger a Skypiea, perchè solo allora avranno la mente pronta ad accogliere quella verità. Tuttavia, non è detto che interpretino allo stesso modo dei pirati di Roger questa scoperta, basti vedere come viene interpretata dai lettori del manga questa ipotesi.

Questo spiegherebbe anche un altro monologo importante : 

Newgate spiega a Teach che non è lui l’uomo che Roger stava aspettando, sebbene appartenga alla sua stessa stirpe. Roger aspettava un uomo in grado di farsi carico del peso di quei secoli, di quegli ideali. Solo costui avrebbe potuto capire il messaggio lasciato dall’antico regno e fare un uso sapiente delle armi ancestrali. Newgate non è mai stato interessato al progetto One Piece ma sa benissimo la portata devastante di quella verità, in primis dal punto di vista politico e sociale. Smantellerebbe sul colpo un asset che dura da ben 800 anni, reputato indegnamente giusto ed equo.
E come il suo predecessore, Barbabianca in punto di morte rinnova quella verità:

Dunque, dato che come diceva Clover nel nome del regno è racchiusa la chiave di tutto, concordo con il collega dello Hyena Team nel reputareOne Piece un probabile nome per il Grande Regno. 

Clover diceva anche che questo regno vantava un enorme potere. Dal mio punto di vista tale potere era un’enorme conoscenza. Solo un alto livello di cultura può generare ideali di spessore come quello appena discusso. E chissà che, come avevo già ipotizzato nella teoria della genesi, questo potere non venga dal cielo… che non sia Uranus.
D’altronde Uranus si ispira alla divinità Urano, che per i greci non era altro che la personificazione del cielo inteso in senso fecondo. Una conoscenza extraterrestre che ha elevato quel popolo ad un livello superiore, al punto da essere temuti. Un’arma a tutti gli effetti, in grado di generare potenziali mostri come Pluton, o blocchi di pietra incredibilmente dura e resistente come i Poneglyph.

Il progetto di unificazione del mondo, sotto tutti i punti di vista, avrebbe però anche altre implicazioni importanti, che risolverebbero altrettante questioni ancora aperte. Una fra tutte la creazione dell’All Blue di Sanji, realizzabile solo ed esclusivamente in questo modo.

Concludo dicendo che il Grande Regno con buona probabilità nasce da un desiderio di Oda di vedere il proprio paese diverso sotto alcuni punti di vista. E’ altresì probabile che sia stato ispirato dall’età dell’oro Indonesiana, da cui l’idea di prendere spunto dalla sua storia e dai suoi re, nonchè l’idea di rendere Shandora una città d’oro, per l’appunto. In ogni caso, è riuscito a mescolare mitologia, storia, tradizione, geografia, scienza e molto altro nel suo solito ed unico modo squisitamente geniale.

Spero che i contenuti di questa riflessione/teoria abbiano mitigato la frantumazione di cosiddetti per la lunghezza della stessa.
Aspetto di sentire la vostra.

Grazie per l’attenzione e a presto con nuove riflessioni. Buon ferragosto!

Giuseppe Pace

Fonti

Questa teoria sul Blog – Giuseppe Pace: (http://onepiecelab.blogspot.it/2014/08/teoria-sul-grande-regno-il-cerchio-e-la.html)

One Piece storia di libertà – Re Barbanera di Hyena Team (http://www.onepiece.it/index.php?id=1368)

Chi è Joyboy – Re Barbanera di Hyena Team
(https://www.facebook.com/HyenaFansubItalia/photos/a.650303881647818.1073741825.487494617928746/839889949355876/?type=1&theater)

Teoria sulla Redline. Come nasce il mondo di One Piece – Giuseppe Pace
(http://onepiecelab.blogspot.it/2014/07/teoria-sulla-redline-come-nasce-il.html)

Teoria della Genesi – Giuseppe Pace
(http://onepiecelab.blogspot.it/2014/07/premetto-che-cio-che-vi-esporro-trae.html)

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