ONE PIECE NETFLIX: prime impressioni sul Live Action [NO SPOILER]

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Com’è la Serie Tv di One Piece prodotta da Netflix? Parere a caldo dopo aver visto gli 8 episodi

One Piece Netflix: prime impressioni

Per noi fan di One Piece, questo Live Action ha rappresentato per anni una sorta di scoglio. Era lì, lo vedevamo avvicinarsi ed eravamo avvolti da dubbi e timori. Allo stesso tempo però, per quello che vedevamo, c’era ottimismo, positività…Io, personalmente, sono sempre stato fiducioso, non vi dico sicuro, ma avevo la sensazione che la produzione stesse facendo un bel lavoro, almeno per quello si riusciva a captare.

E ora finalmente è arrivato il momento in cui tutti questi pensieri possono andare a confluire nel giudizio. Vado dritto al punto: il live action mi è piaciuto.

one piece netflix
One Piece Netflix

Credo che al di là di quelli che possono essere i gusti personali o comunque delle problematiche che naturalmente esistono, sia innegabile che Netflix abbia fatto un ottimo lavoro e che sia riuscito a rispettare le idee di Eiichiro Oda.

Adattare, trasportare, un’opera come One Piece da un media all’altro, non è un lavoro semplice. Ci sono tanti rischi dovuti a problematiche reali, ma c’è anche il fatto che vai a scontrarti con un muro, un muro creato da quegli appassionati che, per certi versi anche giustamente, hanno dei pregiudizi.

Con One Piece, Netflix ha rischiato, ne erano consapevoli, ma credo che il loro lavoro sia stato certosino. Anche il fatto di coinvolgere così tanto l’autore della storia originale, e chi ha visto la serie tv nota pesantemente la mano di Eiichiro Oda, è un merito che va dato alla produzione.

Il Live Action di One Piece tira una linea: dimostra al mondo che se fatti bene, è possibile riportare sullo schermo anche opere tratte da anime e manga. E non voglio essere uno di quelli che dice che di live action belli in passato non ce ne sono mai stati, ma sta di fatto che quando a riuscire è un’opera come One Piece, con il suo enorme pubblico, si va a creare una svolta, un punto zero da cui ripartire.

Ma andiamo più nello specifico.

Perché questo Live Action mi è piaciuto?

Quando per la prima volta si è parlato di questa serie tv, anni fa, in cuore mio avevo una speranza, ovvero che la produzione, anche se in modo diverso, riuscisse a riportare sullo schermo gli intendi dell’opera originale.

Ed è forse questo il merito più grande che ha questo live action.

Quando vedi gli 8 episodi, ti senti dentro One Piece. Ti riconosci nella storia, ti riconosci nei personaggi, rivedi ciò che solitamente leggi nel manga, nei loro rapporti, nei loro modi di agire. Il mondo della serie tv, con le dovute e nette differenze che nascono dalla problematica di dover adattare, è lo stesso che ritrovi all’interno del manga.

One Piece Netflix

Ed è per questo motivo che per me, si è scelto di mantenere anche la stravaganza dei personaggi, delle ambientazioni, la loro eccentricità, i colori accesi, forti, quasi strani. Quando leggi One Piece, qualsiasi personaggio è fortemente riconoscibile, per le sue particolarità e stranezze, è ciò è stato trasportato anche all’interno del Live Action.

Ecco il motivo, per me, dei capelli di Nami o di altri personaggi, che sembrano finti, ma proprio perché finti funzionano in quello che è il mondo che stai osservando.

Per quanto si tratti di persone in carne e ossa, ti basta pochissimo anche nel Live Action per accorgerti che non stai assistendo a qualcosa di ambientato nel nostro mondo, ma a una storia con le proprie regole e peculiarità e diversità. Sembra quasi di trovarsi in Alice nel Paese delle Meraviglie. E questo è un punto di forza di One Piece stesso che riconosciamo in questa prima stagione Netflix.

Tornando ai personaggi e concentrandoci sui protagonisti, Luffy, Zoro Nami, Sanji e Usopp sono proprio loro. I loro modi di agire, i loro carattere riflette quello del manga. Ma ci viene anche offerta una visione diversa.

Il Luffy del Live Action per me risponde a questa domanda:

Come sarebbe Luffy se esistesse nel mondo reale?

One Piece. Iñaki Godoy as Monkey D. Luffy in season 1 of One Piece. Cr. Courtesy of Netflix © 2023

Facciamo finta che ci fossimo posti questa domanda anni fa, prima dell’annuncio del Live Action. Come avremmo risposto? Che anche Luffy si sarebbe dovuto adattare ad alcune dinamiche del mondo che in un manga non esistono. Quindi si, sarebbe il coglione di sempre, ma allo stesso tempo non potrebbe essere in ogni situazione.

Nel Live action, Luffy ha le stesse caratteristiche di quello del manga. E’ un buono, un sognatore, è libero, spinge gli altri a viaggiare verso il loro sogno, ma in più ha una parte riflessiva che in una serie tv non può mancare.

Il protagonista deve essere al centro delle situazioni, deve parlare, esprimere opinioni, decidere. La faccia buffa di alcune vignette, non può funzionare nel Live Action. Per concludere questo discorso, sui personaggi è stato fatto un lavoro egregio.

La problematica più grande di questa prima stagione, per quanto mi riguarda, potrebbe essere per alcuni la gestione dei tempi. Però bisogna aggiungere una cosa. Bisognerebbe analizzare questa serie tv da due punti di vista differenti: quello di chi conosce la storia e quello di chi non la conosce.

Io, sono troppo dentro quest’opera, per fornirvi una visione diversa. Anzi, vi dirò, sono molto curioso di sentire il parere di chi One Piece non l’ha mai neanche sentito nominare. Anche perché, per me, questa produzione è più per chi non è fan, che per noi.

Chi non ha mai letto il manga di Oda o visto l’anime, potrebbe godersi la Serie Tv molto di più perché non ha un confronto e non è alla ricerca di confronti in più ogni episodio è una scoperta, non sei lì ad aspettarti quel che accade.

Per chi è appassionato, ogni momento ti riporta la manca, ed è più semplice trovare mancanze che aggiunte. E di mancanze ce ne sono.

One Piece Netflix

Questa prima stagione adatta più o meno 100 capitoli. E’ praticamente impossibile riportare tutto ciò che viene raccontato in 100 capitoli in 8 episodi. Ciò vuol dire che sono state fatte delle scelte: personaggi in meno, eventi saltati.

Se volete ritrovare nella serie tv le stesse emozioni del manga, è complicato. Perché mancano dei particolari che danno forza ai momenti. Ora non posso farvi spoiler, non posso dirvi ciò che c’è e ciò che non c’è, ma quando la vedrete capirete, anzi se l’avete già vista e siete fan del manga, sapete benissimo a cosa mi riferisco.

La mancanza di alcuni momenti, il saltare alcuni eventi, darà a noi appassionati una sensazione di riassunto. E’ brutto dirlo così, ma come dicevo su, non si tratta di una vera problematica perché è un qualcosa di naturale che ovviamente non sarà avvertito da chi non conosce One Piece.

In generale comunque, la serie tv è godibile, ti appassionata, ti diverte, riesce a gasarti in alcuni momenti e a emozionarti in altri. In 8 episodi c’è un grosso miscuglio di emozioni, in dose minore rispetto al manga, ma che comunque riesce a farti apprezzare la storia.

Per concludere, credo che sia stato fato un lavoro eccezionale, che il Live Action sia riuscito alla grande, che va fatto un plauso a chi ha lavorato alla produzione sia dietro le quinte, che davanti alle telecamere.

Come dicevo in passato, prima dell’uscita, una serie tv non toglie nulla all’opera originale, al massimo aggiunge. E da oggi, oltre al manga e all’anime, One Piece può essere riconosciuto anche come un Live Action. E per noi fan d’epoca dev’essere solo motivo di gioia.

TOSKY

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